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I reati scendono, ma i furti in casa aumentano del 22%
Il prefetto Visconti snocciola i dati del 2015. Le abitazioni svaligiate in città passano da 743 a 911, in pratica tre al giorno. Crescono anche scippi e borseggi
PISA. Sono la spina nel fianco della sicurezza in città. Il vicolo cieco del controllo del territorio. E stanno aumentando, con ritmi da record, sebbene Attilio Visconti ci tenga a precisare che la vistosità delle percentuali si sgonfi di fronte ai numeri reali, «che sono bassi se si considerano le caratteristiche di una città turistica e importante come Pisa».
Certo, d’ora in poi, furti in abitazione e rapine, saranno in cima all’agenda del rappresentante del governo, di polizia, carabinieri e anche del sindaco Marco Filippeschi. Non è un caso che mercoledì 23 il prefetto abbia dovuto aggiornare le sue slide a poche ore dalla conferenza stampa di fine anno per la presentazione dei dati a causa del colpo messo a segno da un rapinatore nella filiale della Bnl in piazza Manin.
E seppure in un contesto in cui si registra un calo generale dei reati (a livello provinciale sono scesi del 9,6%, passando da 21.795 a 19.698; nel comune capoluogo del 5,3%, da 10.018 a 9.485; la media italiana è - 9,3%) quei dati raccontano di un’emergenza. Soprattutto in città appunto. Mentre in provincia il numero dei furti in casa è salito dell’1,99%, sono aumentate del 22% le abitazioni svaligiate in città. Da 743 a 911, in pratica 3 al giorno. «Assolutamente in media con le città italiane di questa dimensione», dice il questore Alberto Francini. Su anche gli scippi e i borseggi.
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E mentre in tutta la provincia sono in diminuzione le rapine (da 208 a 191) - ma non quelle in abitazione, salite di quattro unità da 22 a 26 -, si registra un aumento in città, da 100 a 110. Passano da 8 a 9 in abitazione, ma calano da 3 a 2 nelle banche e restano 15 negli esercizi commerciali, che nel resto della provincia da un anno sembrano però essere meno presi di mira, sebbene proprio ieri sia andato in scena un colpo da Euronics a Pontedera. «Non sappiamo ancora a cosa sia dovuto l’aumento dei furti - dice Visconti - se a passaggi di bande dell’est in alcuni periodi dell’anno, come è successo a settembre o ottobre, o se a un fenomeno migratorio della criminalità comune verso il centro».
È convinto di quest’ultima ipotesi Andrea Brancadoro, il comandante provinciale dei carabinieri. E insieme al prefetto e al questore stanno già pensando alle contromisure. «Dedicheremo i prossimi vertici in prefettura a questo tema - dice Visconti - ma una delle chiavi per capire meglio i flussi della criminalità potrebbe essere quello di georeferenziare i reati. Ci permetterà di capire, ad esempio, se alcuni delitti si concentrano in una zona in particolare o in un quartiere, se è una strada illuminata o la mancanza di servizi a rendere una zona particolarmente appettibile per furti o rapine. Così potremo anche suggerire soluzioni o strategie alle amministrazioni comunali». Visconti non esclude niente: «Si potrebbe pensare di rivedere la Ztl o sviluppare una volta per tutte il progetto delle mura virtuali, installando telecamere di sorveglianza sulle strade principali per controllare ingressi e uscite dalla città. Questo ci aiuterà anche in un’ottica antiterrorismo».
E, ricorda il prefetto, proprio gli sforzi compiuti in questi ultimi due mesi, dalla strage di Parigi in poi, per intensificare la stretta alla sorveglianza contro eventuali attacchi, le forze dell’ordine hanno «dovuto sacrificare qualcosa sul normale controllo del territorio».
L’idea di costruire una geografia della delittuosità non è nuova. «Fino a qualche anno fa, l’analisi dei dati veniva svolta dividendo la città in 37 spicchi, poi questo metodo fu abbandonato. Riprenderlo credo possa esserci utile», dice il sindaco Marco Filippeschi. Ma prefetto, questore e comandante dei carabinieri, che tornano a rilanciare l’appello ai cittadini affinché contribuiscano a rendere più sicure le loro case, rassicurano: «Pisa e la provincia non sono infiltrate dalla mafia, anche se non bisogna abbassare la guardia».
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