Attenzione
Un vero conoscitore della sua amata Pisa
Un giornalista che sapeva scrivere sempre con eleganza di ogni argomento che riguardava fatti e storia della città
PISA. Si è spento ieri all’età di 68 anni il nostro collega Marco Barabotti. Ha combattuto e con coraggio contro una inesorabile malattia e fino all’ultimo momento sono state al suo capezzale la moglie Ambra e la figlia Ilaria. Con Marco Barabotti se ne va una colonna del giornalismo pisano, e in particolare del nostro giornale, presso il quale ha svolto tutta la sua lunga e prestigiosa carriera.
Marco nella redazione pisana de Il Tirreno è stato redattore, vice caposervizio e infine caposervizio, apprezzato dai colleghi e dai lettori per il suo equilibrio e la sua onestà, in anni molto importanti per la nostra città. Oltre che come giornalista, Marco Barabotti era molto conosciuto a Pisa negli ambienti culturali, nei quali è sempre stato una personalità di spicco per decenni ed era soprattutto un profondo conoscitore ed estimatore della storia cittadina.
Giornalista eclettico, autore di numerosissimi servizi praticamente in tutti i campi, è stato non solo una penna sempre elegante, ma anche per molti appassionati di sport di tutte le età, la firma più prestigiosa e apprezzata per il calcio pisano. Seguì infatti a lungo le vicende del Pisa soprattutto nel periodo di Romeo Anconetani, con la sua lunga attività di cronista e di inviato sui campi di serie A. Molti dei suoi servizi sono ancora riletti e ricordati con piacere dagli sportivi per la loro eleganza e per la loro poesia.
La sua passione per i colori del calcio cittadino lo ha portato a scrivere fino a poche settimane prima della sua scomparsa. Pur costretto in un letto di ospedale, non ha rinunciato fino alla fine a realizzare i suoi servizi e commenti sempre eleganti, sempre puntuali, pungenti quando serviva, per parlare delle imprese e delle prospettive e dell’amore che per essa portava la città.
La scomparsa di Marco Barabotti desta anche una profonda commozione e un grandissimo dolore nei colleghi, che hanno avuto la fortuna di dividere con lui il lavoro giornaliero per lunghi e felici anni in questa redazione che ha continuato a frequentare fin quando gli è stato possibile, anche solo per un saluto di pochi minuti o una battuta sul Pisa.
Il ricordo del sindaco Marco Filippeschi: «Marco Barabotti è stato un eccellente giornalista, a lungo un interprete principale della vita della nostra comunità. Un uomo colto, curioso, appassionato della vicenda storica della nostra città, ma aperto al nuovo. Era un punto di riferimento. Ha diretto il giornale con capacità di vedere la crescita di Pisa ed i suoi caratteri speciali di città della cultura e della scienza. E’ stato sensibile ai cambiamenti e li ha sostenuti in modo intelligente e critico, dando voce ai protagonisti. Di lui non si può dimenticare il tratto gentile e signorile, la capacità di ascoltare e rispettare gli altri, la disponibilità ad animare tante iniziative culturali, garantendone un profilo alto, uno stile, e anche la capacità di vivere con passione lo sport, il calcio, da pisano tra i pisani».
«Ci lascia troppo presto - prosegue il ricordo del sindaco - mentre aveva ancora tanti impegni e quando avrebbe potuto darci ancora tanto. Perdiamo un amico, personalmente perdo una persona molto cara, di cui sentiremo la mancanza. Sono vicino alla moglie, alla figlia e le abbraccio. Penso con commozione ai colleghi del Tirreno e ai giornalisti che avevano in quella di Marco anche molto della loro vita».
Domenico Laforenza, presidente del Cnr pisano, ha inviato questo messaggio: «Di Marco abbiamo sempre apprezzato la sensibilità dovuta ad una cultura multidisciplinare. Se ne va una persona, un professionista che conosceva ogni piega di questa città e dei suoi saperi».
Condoglianze sono state manifestate anche dall’Ac Pisa 1909 «per la scomparsa di Marco Barabotti, storico giornalista e scrittore della nostra città, sempre vicino ai nostri colori».
La salma sarà esposta al cimitero della Misericordia dalla tarda mattinata di oggi. I funerali, sempre alla Misericordia, domani alle 16.
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