Il Tirreno

Pisa

Blitz alla movida sigilli ai minimarket in piazza Vettovaglie

Mario Neri
Blitz alla movida sigilli ai minimarket in piazza Vettovaglie

Chiusi due negozi: vendevano alcol dopo la mezzanotte I vigili: «Le multe non servono, le ripagano con l’evasione»

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PISA. Le multe non servono quasi più: i benzinai della movida non si fermano con quelle. I vigili ormai ne sono certi. O quantomeno non servono a minarne l’operatività commerciale, altrimenti non si capisce perché i due minimarket chiusi sabato scorso dalla polizia municipale in piazza delle Vettovaglie in meno di un anno siano arrivati a collezionare una tripletta di multe salatissime per un totale di 23mila euro senza scomporsi. I due negozi, nella zona dei banchi, adesso però dovranno restare chiusi per 30 giorni, fino al 18 gennaio. Per loro questa volta, insieme alla sanzione, è scattato anche il sequestro preventivo. I titolari, due cingalesi, sono stati pizzicati dagli agenti in borghese durante la Notte Blu a vendere alcol a ragazze e ragazzi dopo la mezzanotte. Per legge infatti è vietato commerciare alcolici dalle 24 alle 6 del mattino.

Per la stessa ragione è stato multato anche uno dei minimarket sul lungarno Mediceo. «La multa per questo tipo di violazione ammonta a 7.667 euro - dice il vice comandante dei vigili Paolo Migliorini - alla prima recidiva scatta anche una chiusura di sette giorni, e solo alla terza si arriva a un mese di stop». Ma possibile che stangate così salata non convincano i commercianti a rispettare le regole? «Purtroppo no - spiega il numero due della polizia municipale - Molto spesso, durante i nostri controlli, troviamo i magazzini pieni di pancali alti anche cinque metri, tutti carichi di bottiglie di birra e alcol. Be’, quei pancali in una notte spariscono, li vendono tutti. E molto spesso, i clienti che sorprendiamo fuori dal minimarket con l’alcol ci dicono che non hanno ricevuto lo scontrino. È chiaro che in questo caso la prospettiva dei guadagni valga il rischio di una, due e anche tre multe. Noi non ci occupiamo di fisco, ma li segnaliamo ogni volta alla Finanza».

E a favorire gli irregolari sarebbero anche le regole fiscali. «Le imprese straniere beneficiano di agevolazioni fiscali per i primi tre anni - continua Migliorini - e i titolari dei minimarket adottano sempre la stessa strategia: alla scadenza dei tre anni cambiano ragione sociale e cariche all’interno della società, così da poter usufruire di nuovo degli sconti».

Ma non tutti sono della stessa pasta. Durante i blitz - che hanno riguardato anche bar, alberghi, ristoranti, negozi, bancarelle - tre minimarket hanno mostrato una condotta inappuntabile. Uno su lungarno Pacinotti e altri due su lungarno Mediceo. «A chi entrava dopo mezzanotte dicevano che si sarebbe potuto acquistare tutto men che l’alcol. Spesso anche a costo di prendersi le offese dei clienti».

Pisa, alcolici facili in centro fra abusivi e minimarket

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