Gioco
Sesto colpo al manager Caridi «Basta, se ricapita mi arrendo»
I ladri ancora in azione nell’azienda dell’amministratore di Navicelli spa Terza volta in tre giorni: dopo i computer i soldi delle macchinette del caffè
PISA. Ormai potrebbe tenerci un diario. Cronaca di un furto annunciato. E un po’ lo sta già facendo, via Facebook. Domenica Giovandomenico Caridi, sulla sua bacheca, aveva scritto: «Quinta volta!!! Sensazione bruttissima di impotenza e abbandono». Ieri è stato più laconico, ormai afflitto, arreso: «Sesta volta! Senza commenti». E così sembra di sentirlo anche al telefono, l’amministratore della Navicelli spa. Sì perché ad Ospedaletto, nella sede della sua impresa, sono entrati i ladri per la sesta volta in poche settimane, la terza in settantadue ore. Sembrerebbe perfino uno scherzo, una stupida sfida.
«Questa volta si sono portati via gli spiccioli dalla macchinette del caffè - racconta - avevamo messo le sbarre ma hanno tagliato anche quelle. Sono entrati da una finestra e hanno spaccato le protezioni. Si sono portati il flessibile, capisce, il flessibile».
Due giorni prima c’era stato un altro assalto, «ma non era stato rubato nulla», e il giorno prima ancora dall’azienda erano spariti due computer. E all’imprenditore al vertice della partecipata del Comune non è affatto bastata la consolazione di vederseli riconsegnare dalla polizia. «No - racconta - perché la questura ci ha detto che, nonostante i responsabili siano stati beccati con la refurtiva, sono già stati rimessi in libertà. È sconfortante, davvero».
Sei furti non sono un po’ troppi? L’azienda non si è premunita? «Certo che sì - risponde Caridi - abbiamo i dispositivi di allarme e appunto avevamo messo le sbarre e anche le telecamere. Questa volta non sono stati ripresi, ma in ogni caso i ladri ogni volta se ne fregano, e sa perché? Perché sanno che dopo poche ore saranno di nuovo fuori, possono ricominciare, e ogni volta è un costo, il fabbro, il vetraio, eccetera». Ieri ad Ospedaletto hanno installato nuove inferriate, telecamere, antifurto. «Insomma stiamo potenziando i sistemi di sicurezza, spero di risolvere questo problema, perché comincia ad essere davvero troppo. Ma giuro: è l’ultima volta». Che intende? «Che se tornano ancora basta, mi arrendo. Lascio la porta aperta e i soldi sul tavolo, perché è davvero disperante. La nostra colpa è lavorare, lavoriamo troppo, e farlo in questo paese non paga. Vabbè, non voglio pubblicità. Adesso smetterò anche di scriverlo sulla bacheca Facebook, tanto non cambia nulla».
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