Il Tirreno

Pisa

All’aeroporto si decolla verso lo sciopero

di Danilo Renzullo
All’aeroporto si decolla verso lo sciopero

Rotte le trattative. A gennaio una giornata di black-out negli scali di Pisa e Firenze contro l’esternalizzazione dei servizi

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PISA. Toscana Aeroporti decolla verso lo sciopero. I dipendenti della nuova società di gestione degli aeroporti toscani minacciano di incrociare le braccia e gli scali di Pisa e Firenze rischiano la paralisi. Una giornata di black-out totale per rispondere alla decisione «unilaterale» di Toscana Aeroporti di esternalizzare alcuni servizi, preludio - secondo i sindacati - di un cambio di rotta nella gestione aeroportuale che «rischia di penalizzare i lavoratori», mettendo «in discussione» anche i livelli occupazionali.

Si sono concluse con un mancato accordo le procedure di raffreddamento aperte lo scorso novembre dalle organizzazioni dei lavoratori, che hanno proclamato lo stato di agitazione del personale a seguito della decisione della società nata dalla fusione delle vecchie aziende di gestione degli scali di Pisa e Firenze (Sat e Adf) di affidare dal prossimo gennaio a ditte esterne l'attività di conduzione dell'impianto di smistamento bagaglio dell’aeroporto pisano (con il conseguente ricollocamento di una decina di lavoratori in altri reparti). A Firenze, Toscana Aeroporti bandirà invece una gara europea per assegnare in appalto il servizio di stivaggio bagagli (circa quaranta i dipendenti coinvolti).

Ieri l’ultima “tappa” della procedura, in sede prefettizia, si è conclusa con uno strappo tra i sindacati e la società. La rottura si è consumata nella sede della prefettura di Firenze, dove i rappresentanti locali e regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti-Uil e Ugl-Trasporti hanno chiesto a Toscana Aeroporti un passo indietro o, almeno, l’apertura di una trattativa «su una decisione – accusano i sindacati – assunta dalla società e solo comunicata alle organizzazioni dei lavoratori, senza alcun confronto». Una politica di «chiusura» confermata anche durante il tentativo di conciliazione di ieri, che rischia di acuire il braccio di ferro in corso.

«Toscana Aeroporti non ha mostrato disponibilità a discutere le proposte e le richieste dei sindacati e la rottura non può che sfociare in una mobilitazione ancora più forte», sottolinea Goffredo Carrara, segretario della Filt-Cgil di Pisa. L’intenzione della Cgil è di proclamare per il prossimo gennaio uno sciopero di tutto il personale di terra di Toscana Aeroporti. A ruota, la decisione potrebbe coinvolgere tutte le altre sigle sindacali che potrebbero trovarsi di fronte ad una situazione inedita nel panorama regionale. Se confermato, quello di gennaio sarà infatti il primo sciopero della neonata società aeroportuale ed unirebbe nella mobilitazione circa 800 lavoratori, 500 impiegati al Galilei e il resto al Vespucci di Firenze.

«L’obiettivo – aggiunge Carrara – è dare risposte in termini di sviluppo e di occupazione, ma se l’azienda pensa di scaricare sui lavoratori i costi di un’operazione (la fusione delle due vecchie società, ndr), parte con il piede sbagliato. La risposta unitaria dei sindacati alla decisione unilaterale di Toscana Aeroporti è un aspetto positivo: c’è una forte determinazione anche da parte dei lavoratori a non subire passivamente quello che sembra un cambio di strategie che fino ad oggi, almeno a Pisa, puntavano sull’occupazione e sulla valorizzazione delle diverse professionalità. Se confermato – conclude il segretario della Filt –, il cambio di linea sarà per la società un errore strategico, perché troverà la ferma risposta dei sindacati e dei lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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