Italia
L'ultimo saluto a Marco Barabotti
Le esequie nella chiesa del cimitero della Misericordia. Era un giornalista che ha amato profondamente la città
PISA. Tanti amici, colleghi e rappresentanti della città in numerosi settori, oltre ai familiari, erano presenti all'ultimo saluto al giornalista Marco Barabotti nella chiesa del cimitero della Misericordia. Una malattia, che da oltre un mese lo aveva costretto al ricovero, se l'è portato via. Aveva 68 anni. Era già in pensione, ma al Tirreno aveva lavorato da quand'era giovanissimo. Prima a Livorno, poi a Pisa, dove ha ricoperto anche il ruolo di responsabile della redazione, dal 2000 fino a quando non ha lasciato per la pensione. Si è sempre occupato di cultura, di università, ma anche - e soprattutto - del Pisa calcio. Era un profondo conoscitore della città, della sua storia e delle tradizioni. Lascia la moglie Ambra e la figlia Ilaria
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Al termine della cerimonia religiosa, Marco Barabotti è stato ricordato nelle affettuose e commosse parole dei colleghi Roberto Galli e Aldo Gaggini. Da parte del sindaco Filippeschi l'impegno a promuovere un'iniziativa che, d'intesa con Il Tirreno, possa ricordare la figura di Marco e il suo modo appassionato di raccontare Pisa nel corso degli anni.
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Il sindaco Marco Filippeschi aveva già reso omaggio con una nota ufficiale: «Marco Barabotti è stato un eccellente giornalista, a lungo un interprete principale della vita della nostra comunità. Un uomo colto, curioso, appassionato della vicenda storica della nostra città, ma aperto al nuovo. Era un punto di riferimento. Ha diretto il giornale con capacità di vedere la crescita di Pisa ed i suoi caratteri speciali di città della cultura e della scienza. E’ stato sensibile ai cambiamenti e li ha sostenuti in modo intelligente e critico, dando voce ai protagonisti. Di lui non si può dimenticare il tratto gentile e signorile, la capacità di ascoltare e rispettare gli altri, la disponibilità ad animare tante iniziative culturali, garantendone un profilo alto, uno stile, e anche la capacità di vivere con passione lo sport, il calcio, da pisano tra i pisani».
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«Ci lascia troppo presto - prosegue il ricordo del sindaco - mentre aveva ancora tanti impegni e quando avrebbe potuto darci ancora tanto. Perdiamo un amico, personalmente perdo una persona molto cara, di cui sentiremo la mancanza. Sono vicino alla moglie, alla figlia e le abbraccio. Penso con commozione ai colleghi del Tirreno e ai giornalisti che avevano in quella di Marco anche molto della loro vita».
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