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Pisa

Tra professionisti e “Babbi Natale” un’edizione record

Tra professionisti e “Babbi Natale” un’edizione record

Al traguardo sotto la Torre si impone un atleta del Marocco La prima donna è austriaca, nel mezzo percorso trionfo italiano

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PISA. Successo senza precedenti per la 17ª Pisa Marathon: non è mancato neppure il sole. Oltre 3.500 atleti hanno scelto e chiuso l’anno di gare all’ombra della Torre Pendende. Tanto lo spettacolo in strada, come all’arrivo, nel bellissimo scenario di piazza dei Miracoli. Tra gli uomini s’impone l’outsider marocchino Youssef Sbaai con il tempo di 02:15:23, maratona femminile all’austrica Karin Freitag. Nella mezza maratona vittoria per due italiani: Paolo Gallo (01:09:47) e Federica Proietti (01:15:59).

Partenza, con i maratonabili. Alle nove in punto il sindaco Marco Filippeschi ha sparato in aria il colpo della partenza. Subito prima della competizione ufficiale però, tutto il pubblico aveva festeggiato l’avvio di gara dei Maratonabili, il gruppo sportivo che dal 2009 riesce a far correre alcuni ragazzi disabili. «Ogni anno partecipiamo a diverse maratone e mezze maratone - dice Maurizio Monti - per far sì che la disabilità non sia più vista come qualcosa di estraneo. Oggi siamo qua in 55 e ci alterneremo spingendo le carrozzine di 8 ragazzi lungo i 21 km della mezza maratona. Abbiamo un programma annuale di appuntamenti fissi e spesso durante la settimana usiamo la corsa per integrare i nostri utenti con il mondo che gli sta attorno. Non solo si divertono e ricordano tutto, ma la corsa per loro è diventata una ragione in più di vita».

La corsa dei Babbi Natale. Ai runners professionisti si sono affiancati anche i podisti della Happy Christmas Family Run, la corsa non competitiva inserita all’interno del programma del Trofeo delle tre province. In molti non hanno voluto mancare l’appuntamento annuale con Pisa: «Pisa è una città bellissima - racconta Tranquillo Mei del Gruppo sportivo Avis Stiava - e difficilmente ci facciamo sfuggire l’occasione di venire a correre qua». Poco più avanti ci sono anche Francesca e le sue due bambine Silvia e Giulia, di quattro e due anni. Senza traffico, sotto il sole di dicembre, la città con la maratona rinasce, offrendo scenari inediti e suggestivi. In Lungarno Pacinotti troviamo il pisano Stefano Bigongiali con al guinzaglio Maya, ricoperta da un mantello rosso-crociato: «Siamo pisani, batteteci le mani - dice ridendo -. A dire il vero dovrei correre la maratona, ma un piccolo infortunio mi ha messo fuori gioco. Di certo non potevo starmene a casa e perdermi la maratona della mia città».

Padre e figlia insieme. Una giornata per le famiglie. Da una parte Arnaldo Tonelli, dall’altra la figlia Fabiola, intenti a correre la 14 km insieme. «Per me è la 20a edizione, lei invece è alla seconda. Per chi può percorrerlo a piedi, il centro storico come tutta la città di Pisa, hanno sempre un fascino incredibile».

L’ultra maratoneta. In strada si sa, quando c’è di mezzo la competizione, ciò che conta sono il tempo e la prestazione su se stessi. All’altezza della Chiesa della Spina non passa inosservato Mauro Tomasi di Riva del Garda. «Nel 2015 ho già partecipato a tredici maratone - spiega - lo scorso anno sono andato anche a New York, Barcellona e Berlino». Tomasi è a bordo di una carrozzina equipaggiata di telecamere e microfoni e le sue performance spopolano sul web. «I miei tempi - continua - dipendono molto dalla strada e dalle pendenze che posso trovare lungo il percorso. Come vedi spingo con un braccio solo e con il destro cerco di ottenere sempre il massimo. Ogni volta l’obiettivo è quello di stare nei tempi, cercando di confermare le 5 ore e 17 minuti corse alla maratone di Treviso».

86 anni di maratone. Le storie più belle sono sempre quelle all’arrivo, di chi alla fine ce l’ha fatta. Come quella di Angelo Squadrone, il maratoneta pisano di 86 anni: «Quest’anno ho già corso 4 maratone e 12 mezze maratone, ed ho vinto i campionati europei master sui 10 e i 21 km. Ai lettori dico di tenersi in allenamento, mangiare di tutto e fare vita regolare. Nel 2016, a 87 anni compiuti, andrò anche in Portogallo e lì cercherò di difendere i miei due titoli conquistati a Grosseto».

Iniziativa del club scherma Di Ciolo. Tra il personale intento a dare una mano agli atleti stremati anche il Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo. «Siamo qua - dice il maestro Enrico Di Ciolo - per fare rete con la Pisa Marathon. Chiediamo ad ogni atleta di non riprendere la cauzione versata per il cip di gara (5 euro). Destineremo l’ammontare della somma ricevuta al settore disabili della nostra palestra».

Carlo Palotti

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