Il Tirreno

Pisa

Il tempo fermato dalla maxi frana e dalla burocrazia

di Sharon Braithwaite
Il tempo fermato dalla maxi frana e dalla burocrazia

In via Fattori a Ripafratta niente è cambiato dalla tragedia evitata per un soffio un anno fa

4 MINUTI DI LETTURA





SAN GIULIANO TERME. Il tempo si è fermato in via Fattori 94 a Ripafratta. È passato un anno dalla frana che ha sconvolto la vita della famiglia Grassotti, ma tutto è rimasto come la sera del 17 dicembre 2014.

Mario Grassotti, la moglie Maria Teresa Corti, le figlie Aurora e Chiara e il fidanzato di quest’ultima stavano cenando in tutta tranquillità. All’improvviso, il loro cane Tex percepì che la collina adiacente alla casa stava franando e diede l’allarme. Se Chiara non fosse uscita dalla porta d’ingresso, insospettita dagli insoliti guaiti della bestiola, e non avesse urlato ai suoi familiari “Tutti fuori, subito!”, la montagna di terra e sassi avrebbe ucciso 5 persone nel giro di pochi secondi. Tutti salvi, per miracolo.

Oggi, esattamente come un anno fa, quel che rimane della graziosa villetta dalle pareti rosa è un cumolo di macerie che ha travolto i ricordi di una vita. È rimasto in piedi solo un angolo della casa, il resto si è accartocciato su se stesso, sotto il peso della collina. Il tetto risulta ancora letteralmente sventrato, un telo di plastica copre alla meglio la struttura e ciò che vi è rimasto all’interno. Sotto la tettoia del garage, sommerso anch’esso da fango e detriti, c’è quello che rimane della macchina di famiglia. Intorno un comignolo, macerie e tegole ovunque, oggetti di vita quotidiana. Crepe ben visibili sui muri rimasti in piedi. «La situazione è di evidente degrado e abbandono, siamo ancora in attesa delle decisioni del magistrato che si pronuncerà e individuerà i responsabili – dice Maria Teresa Corti –. La procura, infatti, sta indagando sulla vicenda. Tutta quella terra, che di certo non appartiene a noi, è ancora sulla nostra proprietà. In teoria, potremmo andare a recuperare le nostre cose, così ci è stato spiegato in Comune, in base alle parole dei tecnici interpellati. Ma tutta l’operazione ci costerebbe 40.000 euro».

I Grassotti dovrebbero far rimuovere chili e chili di detriti per salvare quanto è rimasto sotto le macerie. «Servirebbero grossi macchinari per spostare tutta quella massa di terra. Lavori che destabilizzerebbero un pendio che non è ancora in sicurezza. È evidente a tutti che lì non ci possiamo mettere mano. Nel frattempo, il traliccio di Terna è stato riposizionato in cima al monte, a pochi metri dalla vecchia sede. E la nostra casa si è piegata ulteriormente su se stessa. È una situazione molto dolorosa e straziante – aggiunge Corti –. La cosa di cui siamo più dispiaciuti è che a distanza di un anno il magistrato non si sia ancora espresso. Noi rimaniamo in attesa, con piena fiducia nelle giustizia. Non è stato fatto niente, né prima che questa tragedia avvenisse, né dopo». Fin da subito i Grassotti definirono la frana come una tragedia annunciata ed evitabile. La famiglia, infatti, viveva nella paura dal marzo 2013, quando si verificò il primo smottamento. Seguiti da un geologo, avevano più volte fatto presente la pericolosità del pendio al Comune, che aveva programmato alcuni lavori di messa in sicurezza per il 22 dicembre 2014, cinque giorni dopo il tragico evento. Ma i tempi della natura non vanno certo di pari passo con quelli della burocrazia. L’edificio che ospitava due appartamenti è stato certificato come “unità collabente”: una proprietà di incalcolabile valore affettivo, ma che non può più produrre reddito. «Questa casa fu costruita nel dopoguerra dai genitori di mio marito. Quello che hanno messo in piedi da soli, andando a recuperare le pietre dal fiume, oggi non ha più valore. Enormi sacrifici spazzati via in pochi minuti. È stata travolta la storia della nostra famiglia e il nostro modo di vivere – afferma Corti –. Mio marito non è più ritornato in via Fattori, è troppo abbattuto. Lui che curava l’orto, produceva il vino, aveva le galline. La nostra vicenda è stata dimenticata da molti, ma non dagli abitanti della zona che ci chiedono spesso se ci sono aggiornamenti. In tanti si sono immedesimati nel nostro dramma. Alla fine è una cosa che potrebbe succedere a chiunque: se perdi la tua casa, puoi contare solo sulle tue forze e sull’insostituibile aiuto di parenti e amici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa