Il Tirreno

Pisa

Fondi per le aule e oltre cento nuovi docenti

di Mario Neri
Fondi per le aule e oltre cento nuovi docenti

Via libera del Cda al bilancio preventivo 2016 Manovra espansiva da più di 40 milioni

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PISA. Almeno 150 nuovi prof, molti dei quali finora non programmati, un aumento dei fondi per gli assegni di ricerca, un’impennata di quelli destinati alla costruzione di aule e ai servizi per gli studenti, poi investimenti per l’insegnamento e la formazione digitale e soprattutto risorse per i grandi progetti di edilizia. Questa volta il rettore Massimo Augello e la sua squadra di governo hanno convinto perfino gli studenti di “Sinistra per”. Anche la liste universitaria più rappresentativa e di solito più battagliera ieri ha dato il suo appoggio e il via libera al bilancio di previsione 2016 dell’Università di Pisa, approvato dal consiglio di amministrazione di ateneo all’unanimità dopo la seduta del senato accademico di qualche giorno fa.

Augello consegna alla comunità universitaria un bilancio da 316 milioni di entrate che prevede 2,2 milioni di attivo e una manovra espansiva da oltre 40 milioni di investimenti. Circa sei serviranno a finanziare un piano assunzioni che raddoppia la capacità di reclutamento dei docenti rispetto al programma triennale tracciato nel bilancio preventivo del 2015 e prevede anche 56 ingressi fra i tecnici e amministrativi.

Ogni anno infatti il ministero dell’Istruzione assegna agli atenei italiani una quota di “punti organico” sulla base di un criterio di merito. Chi è virtuoso (ha i bilanci in ordine, spende relativamente poco per il personale rispetto alle entrate derivanti da tasse e dal fondo di finanziamento ordinario percepito dal Miur) può assumere di più. E negli ultimi anni Pisa è riuscita ad accumulare un bel gruzzolo di questi gettoni, che per essere spesi però hanno bisogno di risorse. A stare alle vecchie previsioni Pisa il prossimo anno avrebbe potuto giocarsi circa 30 punti organico, assumendo 51 ricercatori e 28 prof ordinari. Nel bilancio varato ieri ci sono altri 30 gettoni,più o meno tre milioni in più, che potrebbero valere altri 70-80 insegnanti. Per alcuni significherà uno scatto da una fascia all’altra (ad esempio da ricercatore ad associato) ma altri prof potrebbero anche venir ingaggiati dall’esterno. I numeri dipenderanno dalle strategie di reclutamento: o prendere più prof low cost - cioè ricercatori piuttosto che ordinari, perché gli stipendi dei primi costano la metà o meno - o puntare sull’esperienza e il prestigio.

Ma sono altri i punti su cui il rettore sembra aver voluto lasciare un segno nel suo ultimo anno di mandato. Oltre 427 mila euro verranno stanziati per gli assegni di ricerca, il 164,2% in più rispetto all’anno precedente; 660 mila euro per nuovi progetti di front office per agli studenti (+ 152,7%). E soprattutto arrivano i soldi per grandi progetti di realizzazione e ristrutturazione degli edifici di facoltà e dipartimenti. Con oltre 6 milioni di euro stanziati grazie alla Cassa depositi e prestiti si darà la nuova sede a Chimica, potranno essere realizzati o completati interventi su ex Salesiani, biblioteca e il polo Guidotti. Adeguamenti, ristrutturazioni, nuove aule con altri 2 milioni fra Ingegneria, Economia, la Casa Pacinotti, Farmacia, il Polo Carmignani e altri edifici. Senza contare l’acquisto della metà mancante delle ex Benedettine, da finanziare in parte con la cessione di un immobile. Unico nodo su cui gli studenti hanno ribadito una contrarietà. «Ma per il resto - dice Roberto Russo, rappresentante di Sinistra per - è indubbio che una manovra del genere sia coraggiosa. E ci fa piacere che il rettore si sia reso disponibile a contenere gli effetti della riforma dell’Isee, che ha escluso dalle agevolazioni molti studenti, e per questo a rivedere il meccanismo di calcolo delle tasse universitarie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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