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Pisa

Scoppia la rivolta di dottorandi assegnisti e borsisti

Scoppia la rivolta di dottorandi assegnisti e borsisti

Presidio di protesta in piazza dei Cavalieri contro la decisione del governo Renzi di non riconoscere l’indennità di disoccupazione

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PISA. «Il lavoro non è un hobby».

In piazza per contestare i provvedimenti del governo, in tribunale per affermare i propri diritti. I precari della conoscenza affilano le armi e promettono battaglia contro la decisione del governo Renzi di non riconoscere l’indennità di disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi e a progetto introdotta dal Jobs Acst - la cosiddetta Dis-Coll - ad assegnisti di ricerca, dottorandi e borsisti.

Martedì scorso la commissione Bilancio della Camera ha infatti modificato l’emendamento approvato lo scorso 26 novembre dalla commissione Lavoro pubblico e privato, che disponeva la proroga dell'indennità di disoccupazione per co.co.co e co.co.pro per il 2016, escludendo gli assegnisti di ricerca, ai quali non verrà riconosciuto il sussidio di disoccupazione per la perdita involontaria della propria occupazione.

La risposta delle migliaia di giovani che svolgono attività di ricerca nelle Università e negli enti di ricerca non si è fatta attendere. In concomitanza con la mobilitazione nazionale, anche a Pisa, assegnisti di ricerca, dottorandi e titolari di borsa di studio post-doc sono scesi in piazza per «denunciare le scelte della maggioranza di governo che preferisce eliminare la tassa sul possesso di beni di lusso come yacht e sulla vendita dei calciatori, invece di curarsi della condizione di precarietà in cui versano i giovani ricercatori del Paese».

Una ventina di giovani precari della conoscenza si sono riuniti in piazza dei Cavalieri durante un presidio di protesta organizzato dall’Adi (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani).

«Dottorandi, perfezionandi, assegnisti di ricerca – sottolinenano i manifestanti –, svolgono attività con forme contrattuali perfettamente sovrapponibili ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, ma per loro non è stata prevista l'indennità Dis-Cool: questione emblematica delle contraddizioni del governo che costruisce la sua retorica sull'innovazione e sulla valorizzazione dei giovani, ma produce discriminazioni ed esclusioni».

Oltre mille i ricercatori pisani che secondo l’Adi non riceveranno l’indennità di disoccupazione in caso di perdita del lavoro. Un numero, quello degli assegnisti di ricerca, che dal 2006 cresce in maniera esponenziale. In poco meno di dieci anni, secondo l’Adi sono spariti 306 strutturati all’Università di Pisa, dove circa il 40% sono assegnisti di ricerca. Un numero che cresce vertiginosamente se si considerano i dati della Normale e della Sant’Anna dove gli strutturati sono quasi la metà dei ricercatori.

L’associazione dei dottorandi, l’Inca e la Flc-Cgil invitano gli assegnisti di ricerca, i borsisti e i dottorandi i cui contratti scadranno a fine anno (senza rinnovo) a sottoporre comunque la domanda di disoccupazione e quando sarà respinta dall’Inps ad avviare un ricorso amministrativo e a partecipare all’iniziativa di mail bombing nei confronti della commissione Bilancio della Camera, affinché quest’ultima approvi l’estensione della Dis-Coll, collegandosi al sito mailbombing.dottorato.it.

(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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