La protesta
Il presepe torna a scuola ma solo dopo 160 firme
Erano anni che alla Moretti e alla Gamerra non veniva più allestito. I genitori hanno promosso una petizione al dirigente per ripristinare la tradizione
PISA. Alla fine l’hanno spuntata i genitori. E dopo anni, alla scuola primaria Moretti e alla secondaria Gamerra torna il presepe. Allestito in extremis - a pochi giorni dalla pausa natalizia -, ma solo dopo una mobilitazione dei genitori e una petizione, sottoscritta da oltre 160 genitori degli alunni delle due scuole (ai quali si è aggiunto un gruppo della primaria Baracca). La scuola aveva optato per un Natale “alternativo”, portando avanti le iniziative che organizza da anni (recite, mercatini natalizi). I genitori ne volevano uno “tradizionale”. Con tanto di presepe che, dopo «il disappunto espresso qualche anno fa da alcune famiglie musulmane», non è stato più allestito. E per farlo hanno promosso una petizione. “Sì all’integrazione nel rispetto delle nostre tradizioni”, il titolo della sottoscrizione. «Ci piacerebbe - si legge nel testo della petizione - che in occasione delle prossime festività natalizie, la direzione promuovesse la realizzazione di un presepe, come momento di condivisione di sentimenti e di emozioni tra bambini che frequentano l’istituto. Ci piacerebbe - prosegue la richiesta - che accanto all’integrazione, non si perdesse di vista il rispetto per la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra storia. Lo stesso rispetto che noi dobbiamo agli altri».
Un’iniziativa spontanea, organizzata allo «scopo di riaffermare i valori della tradizione, senza cedere a grette pulsioni di chiusura nei confronti di chi professa un diverso credo religioso o è portatore di una diversa cultura», spiegano i genitori che, oltre al presepe, sono riusciti a “strappare” anche alcune canzoncine natalizie della tradizione musicale italiana che, seppur «in chiave rock», saranno inserite nella recita scolastica di mercoledì prossimo.
Ieri la “svolta” con l’inizio dell’allestimento del presepe, “visitato” da alcuni genitori che hanno incontrato la dirigente scolastica e le insegnanti «che ringraziamo per l'impegno e la disponibilità dimostrate», sottolinea Alessandro Del Seppia, uno dei genitori che ha promosso la mobilitazione. «Da anni il presepe non viene realizzato - replicano le insegnanti della scuola Moretti -. La scelta è stata quella di permettere agli alunni di svolgere attività grafico-pittoriche e manipolative che si richiamano alle tradizioni natalizie. Attraverso queste attività, i bambini contribuiscono alla realizzazione di alcune iniziative benefiche e mettono in pratica il messaggio di pace e fratellanza su cui il Natale ci permette di riflettere. Siamo favorevoli ad accogliere le proposte dei genitori e non vogliamo che il presepe diventi motivo di scontro. Come messaggio di pace, accoglienza e rispetto verso tutti, è iniziato l’allestimento di un piccolo presepe realizzato dai bambini con materiale di recupero».
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