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Domus Mazziniana «La Normale non può pagare il personale»
PISA. La Domus Mazziniana riapre il 7 gennaio grazie ai volontari degli Amici dei Musei e dei Monumenti pisani? Per “Una città in comune” un «attacco ai professionisti della cultura», un modo...
PISA. La Domus Mazziniana riapre il 7 gennaio grazie ai volontari degli Amici dei Musei e dei Monumenti pisani? Per “Una città in comune” un «attacco ai professionisti della cultura», un modo «inappropriato di utilizzare il terzo settore, a scapito di bibliotecari e archivisti e storici dell’arte» che, sono convinti i membri del gruppo consiliare, potevano essere impiegati per la gestione del museo con i fondi (29mila euro) che «la Normale paga per un deposito» a Perignano di Lari in cui da anni è custodito il corpus librario. Un affondo che il gruppo indirizza al direttore della Scuola Normale, Fabio Beltram, ma che sbaglia bersaglio, perché confonde piani e funzioni. È lo stesso Beltram a fare chiarezza. «Intanto - dice il professore - l’affitto per il magazzino non è pagato dalla Normale ma con i pochi fondi (circa 20mila euro) che il Ministero dei beni culturali assegna ogni anno alla Domus. E non ho deciso io di trasferire là il corpus, che però non può essere custodito negli spazi del museo. Per una biblioteca la legge impone un tot di metri lineari per ogni volume e lì non ci sono. Avevo proposto come alternativa un archivio della Normale, ma non è possibile senza un accordo con il Ministero. Secondo: sono stato nominato dal Mibact commissario straordinario nel 2012, e non c’è un legame fra questo ruolo e quello di direttore della Normale. Non è una necessità che la Normale sostenga la Domus. Anzi, se come si chiede intaccassi i bilanci della Normale per far lavorare alla Domus studenti o ex studenti procura e Corte dei Conti giustamente potrebbero accusarmi di aver distratto le risorse di una istituzione universitaria, così come se impiegassi personale e risorse della Scuola per rendere fruibile ciò che adesso non lo è. Lo statuto parla chiaro - continua Beltram - alla Domus spettano un direttore e un custode, niente di più. Per dotarla di personale bisogna cambiarlo, e per questo serve una legge del Parlamento. La Domus è affidata dal commissario dal 1997 e, dopo una breve riapertura di due anni fra 2009 e 2011, è sempre stata chiusa. È evidente che il percorso non è completo, ma siamo riusciti a riaprirla al pubblico e alle scuole e senza spendere soldi. In più siamo riusciti ad ottenere che il Miur la inserisca nelle tabelle triennali di finanziamento degli enti di ricerca».
(m.n.)
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