Finanza
Concorso in bancarotta, assolto Bulgarella
Il giudice: il fatto non sussiste. Sentenza a Perugia nell'ambito del fallimento di una società dell'ex presidente del Pisa Covarelli
PISA. Il giudice dell'udienza preliminare ha assolto Andrea Bulgarella perché il fatto non sussiste dall'accusa di concorso in bancarotta. Lo rendono noto gli avvocati del costruttore siciliano che, dopo cinque anni, chiude la vicenda che lo vedeva coinvolto nella bancarotta della società Mas di Leonardo Covarelli.
Il pm, sulla base della memoria difensiva confezionata dagli avvocati Andrea Bottone, Francesco Marenghi e Giulia Padovani, aveva richiesto in rito abbreviato per Bulgarella l'assoluzione perché il fatto non sussiste. Per Covarelli è stato chiesto il rinvio a giudizio e la condanna a 2 anni e due mesi per un altro imputato.
Covarelli, ex presidente del Pisa, è accusato del fallimento del Perugia calcio nel 2010 e della società immobiliare Mas con passivi da decine di milioni di euro. Nel procedimento penale era coinvolto, in un ruolo marginale, anche Andrea Bulgarella, il quale, attraverso i legali, aveva chiarito che la sua posizione «all'interno di un'indagine che prevede decine di contestazioni a carico degli altri indagati, è per una sola contestazione: per avere in concorso con Covarelli generato in capo alla Mas Spa plusvalenze fittizie con l'acquisto del 51% delle quote del Pisa Calcio Spa sul presupposto che detto atto di cessione fosse simulato. L'atto di cessione per l'acquisizione della maggioranza del Pisa Calcio Spa del 21 dicembre 2007 è stato reale, e unitamente al deposito di una memoria difensiva è stata fornita prova documentale degli assegni di pagamento, ed altresì dei motivi della rottura con Covarelli». Per i legali, Bulgarella, con i suoi consulenti, era stato il primo a vedere chiaro una situazione che molti non avevano capito, compresi gli organi di controllo. Venerdì 18 dicembre la sentenza di assoluzione.
L'avvocato Andrea Bottone, anche a nome dei colleghi Francesco Marenghi e Giulia Padovani, spiega: "Con grande soddisfazione accogliamo questa sentenza del Tribunale di Perugia che mette fine ad una vicenda paradossale dopo 5 anni di indagine. Fin dall'inizio dell'inchiesta, mediante il deposito di un'ampia memoria munita di allegati, abbiamo chiarito la posizione del Presidente Bulgarella per evitare che si consumasse un vero e proprio scempio. Oggi finalmente si mette la parola fine a questa vicenda. Che Bulgarella fosse estraneo alle contestazioni lo dicemmo allora e oggi lo ribadisce la sentenza del Tribunale di Perugia. Ancora una volta Bulgarella esce indenne da una vicenda che lo ha coinvolto in maniera inspiegabile". Gli altri imputati coinvolti; uno condannato ad 1 anno e 4 mesi mentre per Covarelli andrà rifatta l'udienza preliminare davanti a un altro gup per difetto di una notifica.
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