Il Tirreno

Pisa

Aree industriali dismesse un piano per il recupero

di Francesco Loi

Il via alla variante di monitoraggio precede altri interventi urbanistici mirati Tra questi anche l’utilizzo delle zone agricole come “casse” anti-allagamenti

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PISA. La definizione è quella di “variante di monitoraggio” per chiarire che non comprende previsioni che stravolgono lo sviluppo urbanistico. Anzi, le parole chiave sono recupero e riuso. E il numero che racchiude tutto è il saldo negativo alla voce consumo del territorio: la revisione del regolamento rivela infatti una riduzione della superficie costruibile, nel territorio comunale, di quasi 26.000 mq. Lo sottolineano a più riprese il sindaco Marco Filippeschi e l’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito, con a fianco il dirigente Dario Franchini, nel presentare la variante di monitoraggio come ultimo atto del genere discusso dal consiglio comunale. Ma non per questo il compito, a livello di cambiamenti, si esaurisce. Due non meno importanti regolamenti di carattere urbanistico riguarderanno nei prossimi mesi le aree industriale dismesse e le aree agricole da convertire in zone di difesa dagli allagamenti.

Previsioni. «La variante di monitoraggio ci permette di intervenire sulle schede norma, con lo scopo di rispettare l’ambiente garantendo lo sviluppo possibile», dicono sindaco ed assessore riguardo alle linee generali. Il passaggio si è reso necessario visto che, dopo cinque anni, le precedenti schede urbanistiche (le previsioni di possibili trasformazioni sulle singole zone della città) erano arrivate a scadenza. Tali schede sono state confermate, modificate oppure cancellate. Dentro la variante sono ribadite le previsioni dei parchi urbani: da Cisanello alle Piagge, da San Giusto alla Cittadella. Trova conferma il progetto Chipperfield per l’area del Santa Chiara una volta che non sarà più presidio ospedaliero. C’è l’evoluzione del progetto caserme (di cui parliamo a parte) e anche gli accordi con l’Università (ne scriviamo sotto). E c’è anche la cancellazione della previsione di una nuova realizzazione per il complesso scolastico Marchesi: il nuovo sarà costruito demolendo l’attuale, con ricostruzione sul posto.

Aree industriali dismesse. Tutto il “pacchetto” passerà poi alla fase successiva, ovvero la definizione del piano strutturale d’area: strumento urbanistico-base, unico per tutti e sei i Comuni dell’area pisana. «Il piano è ad un punto avanzato», dice Filippeschi, sperando che non rallenti andando due comuni (Vecchiano e Cascina) sotto elezioni. Successivamente il consiglio comunale sarà chiamato a valutare il nuovo regolamento. Ma intanto all’assemblea cittadina, nei prossimi mesi, saranno sottoposti due nuovi piani specifici. Uno sarà un provvedimento relativo alle aree industriali dismesse «che ne definisca il loro utilizzo - spiega l’assessore - anche attraverso cambi di destinazione d’uso, con l’obiettivo di favorire il recupero del patrimonio esistente e disincentivare il consumo di ulteriore territorio». Tra queste alcune aree di Porta a Mare, ad esempio “Vitarelli”.

Aree anti-allagamenti. Il secondo piano invece riguarda la messa in sicurezza idraulica della città attraverso l’utilizzo delle aree non edificate a ridosso degli insediamenti. In altre parole, saranno individuate aree agricole o comunque verdi trasformabili in casse di laminazione: dunque, terreni dove raccogliere le acque piovane venendo in aiuto del sistema fognario nei casi di acquazzoni di eccezionale intensità come quelli verificatisi di recente. Ma come potranno essere realizzate? Con argini oppure con avvallamenti del terreno. Il piano, una parte di variante, consentirà di “bloccare” le aree che saranno individuate dal punto di vista urbanistico: saranno utilizzabili solo in funzione anti-allagamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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