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Pisa

L’impegno del ministro «Sì, più agenti in città»

L’impegno del ministro «Sì, più agenti in città»

Incontro al Viminale tra Alfano e il sindaco Filippeschi sulle esigenze di Pisa Tra le richieste restituire i militari a “Strade sicure”. Il sindacato Sap: ora i fatti

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PISA. «Ho trovato ascolto e seria considerazione delle sofferenze della nostra comunità», dice tutto sommato con soddisfazione Marco Filippeschi. Alla fine il sindaco ce l’ha fatta: è riuscito a farsi aprire le porte del Viminale e, faccia a faccia con il ministro dell’Interno Angelino Alfano, gli ha spiegato perché sul fronte della sicurezza Pisa non può essere considerata solo alla luce dei suoi 90.000 abitanti, ma di una popolazione da 150.000 che - tra grandi servizi e turismo - ogni giorno vive la città. Arriveranno dunque i rinforzi per gli organici delle forze dell’ordine richiesti con insistenza da mesi? Una mezza promessa ad Alfano sembra averla strappata.

L’incontro. «E’ stato un colloquio positivo», racconta il sindaco di rientro da Roma. «Il “caso Pisa” è conosciuto al ministero. Il ministro Alfano ha preso l’impegno a dare risposte concrete, in tempi brevi, per un rafforzamento degli organici meglio proporzionato alle caratteristiche che distinguono Pisa ben oltre la sua dimensione per residenti». Ma come si dovrebbe concretizzare questo potenziamento? «Ho proposto di partire da una risposta forte per i servizi antiterrorismo della Polizia di Stato, per dare piena sicurezza senza sottrarre risorse ai pressanti bisogni ordinari. Ciò - precisa Filippeschi - insieme al reintegro e al rinnovamento generazionale delle piante organiche, ferme alla fine degli anni Ottanta, e al ripristino del numero di militari impegnati nel progetto “Strade sicure”, decurtato per gestire l’apertura dell’Anno Giubilare». Tra l’altro, Alfano si è impegnato per «una presenza personale» a Pisa per partecipare «al coordinamento e al potenziamento delle azioni» e per presentare «la nuova legge sulla sicurezza urbana».

Impegni. Dunque, un clima diverso dalle recenti uscite sul tema. All’inizio di novembre Filippeschi aveva sbottato, oltre le sue consuetudini, definendo «scandaloso» il fatto che nella nuova distribuzione di agenti di Polizia in tutta Italia, ancora una volta Pisa era stata ignorata. «Voglio proprio vedere come il governo giustificherà in parlamento questa scelta, visto lo stillicidio di fatti allarmanti che la città e la provincia subiscono giorno dopo giorno», aveva detto. Ora sembra riannodarsi il filo del dialogo. «Ringrazio i parlamentari pisani per le iniziative di pressione che hanno preso - dice sindaco - e il consigliere comunale Latrofa (Ncd) che si è impegnato perché l’incontro si facesse». Infine, Filippeschi mette le mani avanti: «Ora, mentre aspettiamo le risposte, dobbiamo insistere nel rivendicare ciò che è dovuto alla città».

Sindacato perplesso. «Ringraziamo il sindaco per l’impegno profuso per la sicurezza della nostra città, ma voglio dirgli che conosciamo bene il ministro Alfano e le dinamiche del Dipartimento della pubblica sicurezza. Incontri come questo rappresentano, allo stato, solo chiacchiere». Lo dice Maurizio Stilli, segretario provinciale del sindacato di polizia Sap. «In questura a Pisa - riprende Stilli - abbiamo un’età media che si avvicina ai 50 anni e soprattutto da tempo immemore non viene inviato in città un congruo numero di agenti. Ne servirebbero da subito almeno 10 in questura. Il sindaco sa che non ci saranno nuovi arrivi fino alla prossima primavera o per Pisa si prevedono misure straordinarie? Vogliamo fatti e non promesse».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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