Sicurezza
Sepolture in terra sospese, «troveremo una soluzione»
Un’assemblea pubblica con gli abitanti di Filettole: dal 2010 c’è un problema legato alle infiltrazioni d’acqua che impediscono la decomposizione delle salme
VECCHIANO. «Faremo tutto il possibile per ripristinare a pieno la funzionalità del cimitero di Filettole, a cominciare dalle sepolture in terra che sono sospese dal 2010 a causa delle infiltrazioni dell’acqua che impediscono il completo processo di decomposizione. Siamo consapevoli di quanto sia importante per l’identità della frazione la permanenza di questo cimitero che risale a metà Ottocento nell'attuale sede».
Con queste parole il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi ha aperto l’assemblea pubblica convocata lunedì sera a Filettole, insieme al presidente del consiglio di frazione Luca Spinese, proprio per illustrare le vicende legate al cimitero. Cimitero che si trova sopra una falda acquifera (non dimentichiamo che da Filettole parte anche l'acquedotto che serve Pisa e Livorno) che negli ultimi anni si è alimentata dai monti circostanti, rendendo impossibile le sepolture a terra che la precedente amministrazione guidata dal sindaco Pardini aveva sospeso. Proprio per analizzare al meglio il problema dell'acqua, il Comune di Vecchiano ha affidato uno studio dell’area ad un geologo che concluderà le rilevazioni nella prossima primavera. «Purtroppo la situazione dell’acqua in questi anni è peggiorata – ha detto ancora Lunardi -. Il monte e le colline vicine al cimitero non hanno più quelle difese artificiali frutto delle coltivazioni. Ecco quindi che le piogge si accumulano per poi scaricarsi nella falda sottostante il cimitero. A primavera saranno completati i rilevamenti ed il geologo ci proporrà eventualmente qualche soluzione». Ma in attesa di capire come arginare il problema dell’acqua, l’amministrazione comunale è riuscita a recuperare alcuni loculi per le sepolture. «Le sepolture a partire dai prima anni Cinquanta – ha spiegato il sindaco – avevano una durata di 60 anni e quindi molte di queste stanno andando a scadenza. Ecco che in questa maniera contiamo di recuperare 15-20 posti da assegnare nuovamente. Siamo inoltre riusciti a realizzare 159 ossari a disposizione di coloro che non vogliono utilizzare quello comune. E’ del tutto evidente – ha sottolineato il primo cittadino – che i nostri interventi sono tutti rivolti al mantenimento del cimitero nell’attuale collocazione proprio per il forte significato che riveste per la frazione e per i suoi residenti. Ovviamente abbiamo anche soluzioni alternative come ad esempio un nuovo cimitero a Radicata, già inserito nel piano urbanistico. Quello di Avane – ha concluso Giancarlo Lunardi – è poi a disposizione per coloro che chiedono di essere seppelliti nel terreno».
Daniele Benvenuti
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