Sicurezza
Cinque nuovi centri clinici
Il programma dei prossimi mesi: polmone, protesi, pancreas, prostata e cervello
PISA. Aumentano le specializzazioni d’eccellenza all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Saranno presto incrementati i centri clinici disponibili a Cisanello.
Nei prossimi mesi e nel corso di tutto il 2016, infatti, ne nasceranno cinque. Si tratta di un bel passo avanti sulla strada della nuova formula organizzativa che il direttore generale Carlo Rinaldo Tomassini ha voluto dare a Cisanello da quattro anni a questa parte dopo aver visitato e preso a modello il “focus hospital” di Tampere in Finlandia. Una tipologia di nosocomio basato su strutture organizzative multidisciplinari, ognuna con un proprio direttore, in grado di prendere in cura, attraverso un team di tanti specialisti, un paziente e la patologia di cui soffre una volta per tutte.
La scaletta messa a punto dalla direzione di Cisanello prevede prossimamente la costituzione di un centro per il tumore al polmone, uno per le protesi ad anca e ginocchio, un altro per il tumore al pancreas, uno per la prostata e uno dedicato alla neurochirurgia. «È proprio sull’organizzazione del nostro policlinico – spiega il direttore generale Carlo Rinaldo Tomassini – che stiamo concentrando sempre di più i nostri sforzi, cercando appunto nuovi modelli di lavoro che favoriscano la collaborazione migliore tra professionisti e discipline diverse. È l’esempio dei centri e dei percorsi clinici che stanno dimostrando come, a parità di risorse, si possano ottenere risultati sorprendenti. O ancora modelli di lavoro che siano concentrati sull’uso intensivo delle tecnologie per cercare di renderle più accessibili ad un sempre maggior numero di pazienti. Ed uno sforzo importante sul versante di una accessibilità ai servizi che renda più semplice per il cittadino arrivare alle competenze di cui ha bisogno».
Sulla base di quanto definito dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, “il centro clinico è una forma organizzativa ad alta specializzazione e di coordinamento forte di strutture operative caratterizzate dalla omogeneità della linea produttiva, dell’alto volume e dall’autonomia gestionale. Il centro clinico opera all’interno di un dipartimento. Nella fase di costituzione del centro, la direzione aziendale e la direzione del dipartimento definiscono le attività tipiche del centro, le caratteristiche dei processi di attività che definiranno l'operatività del centro e su cui verranno definite le risorse affidate in base agli obiettivi assegnati. Il centro, attraverso il suo direttore, risponde direttamente alla direzione aziendale e al direttore di dipartimento, per gli obiettivi e le risorse affidate all’interno di un processo di negoziazione tra il centro stesso, la direzione aziendale e la direzione del dipartimento all’interno del quale è collocato”.
«Entro l’anno – annuncia Tomassini – sarà operativo il centro toracico, per la diagnosi e la cura del tumore al polmone. Poi, nel 2016, faranno seguito quello per la protesica maggiore (anca e ginocchio), quello per il pancreas, quello per la prostata e quello per il tumore al cervello (la neurochirurgia). Il tutto, grazie a queste strutture, sarà assemblato intorno al bisogno del paziente, a partire dalla sua presa in carico. È, in sostanza, il superamento delle vecchie unità operative».
L’accelerazione dell’Aoup sui centri clinici prende le mosse dal successo riscontrato da quelli già in essere da alcuni anni. Come quello senologico (sono passate a 1.100 le donne in carico), a cui va il merito di aver riunito, sia organizzativamente che logisticamente, tutto il percorso all’interno di un solo edificio, in questo caso il “Santa Chiara”. Poi, ci sono quelli di endocrinochirurgia (il primo centro al mondo per volume di casi), della labiopalatoschisi (il cosiddetto “labbro leporino”), che ha quasi raddoppiato le domande (da tutta Italia) nell’ultimo anno, e della chirurgia robotica, grazie alla quale Cisanello è ormai conosciuto come punto di riferimento tecnico e organizzativo a livello nazionale ed europeo. «Questa piattaforma tecnologica multispecialistica – evidenzia il direttore generale – ha rappresentato l’unico modo di rendere possibile una tecnica molto costosa all’interno di un ospedale. Il nostro centro è ovviamente focalizzato sulla tecnologia e, anticipando la riforma del Sistema Sanitario Regionale, accoglie anche i professionisti degli altri ospedali dell’Area Vasta».
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