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Pisa

«Centro sociale di via Rook ancora abbandonato»

«Centro sociale di via Rook ancora abbandonato»

Ghezzani (Sel): il suo recupero è costato alla collettività 230.000 euro ma i locali per le associazioni restano vuoti. La giunta dia una risposta

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PISA. «Da quasi due anni ormai molti dei locali occupati dal centro sociale di via Rook sono vuoti. Non solo: alcune stanze sono ricettacolo di immondizia e degrado. A pezzi la biblioteca di quartiere sulla quale avevano lavorato tante persone quando il centro venne inaugurato nel 2004». Inizia così la denuncia di Simonetta Ghezzani, capogruppo in consiglio comunale di Sel.

Le scuole Toti di Barbaricina vennero chiuse a causa del pilone dell’alta tensione che si trova proprio sopra alla struttura (per legge i bambini al di sotto dei 12 anni non possono sostarvi a lungo). Nel 2004 diventano centro sociale, sede di tante attività e anche di una biblioteca di quartiere. Dopo alcuni anni il cedimento del tetto impone una nuova chiusura. Con un investimento comunale di 230.000 euro vengono svolti i lavori e il primo giugno 2012 il centro sociale riparte. Una parte della struttura viene assegnata all’Ente Nazionale Sordi, sfrattato dai locali di via San Lorenzo per consentire i lavori Piuss, un’altra alle associazioni che già lavoravano al centro sociale. «In via transitoria senza bando, ma con un canone che più volte è stato oggetto di critiche perché talmente oneroso da imporre pratiche inappropriate per associazioni non a scopo di lucro», sottolinea Ghezzani.

Dopo poco tempo le associazioni si dichiarano impossibilitate a pagare il canone ed abbandonano i locali. «La vicenda - riprende l’esponente di Sel - diventa oggetto di lavoro della commissione consiliare permanente sociale e sanità e alla fine viene votato un atto di indirizzo nel quale si chiede alla giunta di rivedere il regolamento del patrimonio consentendo di assegnare gli spazi di proprietà del Comune con un canone sostenibile alle associazioni che ne facciano un uso sociale. L’atto di indirizzo è approvato dal consiglio comunale nel settembre 2014. A distanza di un anno ancora i locali sono colpevolmente vuoti. Come Sel chiediamo alla giunta quali passi siano stati compiuti per dare corso all’atto di indirizzo e cosa intenda fare per restituire alla collettività i locali».

«Siamo peraltro venuti a sapere - prosegue Ghezzani - che una delle due palestre a piano terra verrà destinata agli atleti della barca celeste, impegnati 16.800 euro per rifare i bagni. Peccato che niente sia stato stanziato per l’altra palestra, sempre all’interno della stessa struttura, in uso alle scuole elementari e medie ed inagibile da ottobre. Finora solo promesse. I bambini e le bambine hanno goduto di un autunno tiepido. Costringerle a non fare attività motoria d’ora in poi non va bene».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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