Il Tirreno

Pisa

Povertà, cresce l’esercito dei bisognosi

di Enza Chiappone
Povertà, cresce l’esercito dei bisognosi

In 1600 bussano alla Caritas: in due anni sono aumentati di oltre il cinquanta per cento

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PISA. Sono 1619 le persone che nel corso del 2014 si sono rivolte alla Caritas, il 56,4% in più rispetto al 2012. È quanto emerso dal “Decimo rapporto sulle povertà” redatto dall’organismo pastorale della Chiesa pisana, presentato ieri mattina presso la Curia Arcivescovile. «Non sono aumentati i poveri a Pisa – ha precisato il direttore della Caritas, don Emanuele Morelli – ma abbiamo ampliato e diversificato la nostra capacità di intercettare le loro richieste di aiuto».

Il riferimento è, in particolare, ai servizi della Cittadella della Solidarietà e ai progetti di microcredito e prestito sociale, attivati tutti nel 2013. A riempire le 103 pagine del rapporto sono, soprattutto, i dati raccolti da gennaio a dicembre 2014 dai centri d’ascolto della rete Mirod (Messa in rete degli osservatori diocesani). Questi si dimostrano sempre più allarmanti: oltre ad aumentare di ben 584 unità il numero di persone bisognose, la percentuale di cittadini italiani è cresciuta, rispetto al rapporto del 2012, dal 30 al 36,7%. Un incremento significativo, pari al 91,6%, contro il 41,4% degli immigrati, nonostante questi ultimi rimangano la fetta di popolazione più consistente (63,8% del totale). Più italiani che stranieri anche tra i cosiddetti “nuovi poveri”, coloro che si sono rivolti alla Caritas per la prima volta nel 2014, che in totale sono 717. La maggior parte di queste 1619 persone è di mezza età. L’età media è di 44,7 anni, che si abbassa a 41,8 per gli stranieri, mentre sale a 50,9 per gli italiani. Nel dettaglio, i più anziani sono gli uomini italiani (53 anni), i più giovani gli uomini stranieri (40), mentre l’età media delle donne si attesta nel mezzo (49 le italiane, 42 le straniere). Altra categoria in crescita tra i poveri è quella di separati e divorziati. «Le situazioni di fragilità relazionale e familiare sono molto diffuse – ha spiegato Azzurra Valeri, autrice del rapporto insieme a Francesco Paletti e Silvia Di Trani – e riguardano il 56,5% delle persone incontrate». Di queste, il 31,6% sono non sposati, il 19,2% divorziati e separati e il 5,7% vedovi. Il dato più significativo rispetto al 2012 è però quello sull’incidenza delle situazioni di separazione e divorzio, cresciuta tanto per le donne (dal 16 al 35%), che per gli uomini (dal 15 al 28%). Come prevedibile, la situazione più critica riguarda il lavoro: delle 1619 persone incontrate, il 72% è disoccupato. In termini percentuali il dato è in calo rispetto al 2012, ma solo perché è cresciuto il numero degli occupati che non riescono ad arrivare a fine mese. Non è tutto. A questi dati si sommano, infatti, quelli ricavati dal database utilizzato per la Cittadella della Solidarietà, che fanno riferimento ai mesi compresi tra il 1 marzo 2014 e il 30 giugno 2015. In totale sono 337 le famiglie che hanno beneficiato del servizio, per un totale di 992 persone.

«Qui si riduce ulteriormente la forbice tra italiani (45%) e stranieri (55%), – ha spiegato Francesco Paletti – ma il dato più preoccupante riguarda i bambini: un terzo dei poveri è minorenne».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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