Attenzione
Massacrato per gelosia condannate due persone
Cinque anni di reclusione per lesioni gravissime al convivente tradito che con la collaborazione di un amico ridusse in fin di vita il rivale in amore
LUCCA. Gli avevano teso una trappola riducendolo in fin di vita a colpi di mazze e bastoni e lasciandolo privo di conoscenza in una stradina sterrata accanto alla piscina della Casina Rossa a Ponte San Pietro con il rischio che potesse morire. Una vendetta per ragioni di cuore. Perché la vittima dell’agguato - Rossano Barsotti, 45 anni, autotrasportatore di S. Anna ed ex paracadutista - era diventato l’amante, neanche troppo segreto, della donna di uno dei due autori del l’imboscata, Angelo Spano, 40 anni, romano, disoccupato, residente a S. Anna e che all’epoca dei fatti era domiciliato a Marina di Vecchiano. Spano tra l’altro aveva scoperto il tradimento della sua donna con l’ex amico non attraverso il pedinamento di un detective privato sullo stile del leggendario Tom Ponzi, ma semplicemente seguendo Facebook e i social network al giorno d’oggi gli strumenti più efficienti per controllare le mosse di amici, parenti e conoscenti. Quella verità emersa sulla rete lo aveva spinto a un passo dall’omicidio. E così aveva assoldato per la «spedizione punitiva» l’amico Angelo Lezzi, 42 anni, autotrasportatore originario di Lecce, ma residente a Lucca per motivi di lavoro.
Reato derubricato. Dopo poco meno di 18 mesi dal gravissimo episodio avvenuto nel giugno 2014 il giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci ha derubricato il reato da tentato omicidio a lesioni gravissime condannando in abbreviato a cinque anni e quattro mesi di reclusione Spano e Lezzi. Nei loro confronti il pm Antonio Mariotti aveva chiesto otto anni di carcere.
Pene accessorie. Il giudice ha stabilito il pagamento in solido da parte dei due imputati, a titolo di provvisionale, di 25mila euro alla parte lesa, Rossano Barsotti assistito dall’avvocato David Barontini, con la determinazione dell’entità risarcitoria dei danni subiti in sede civile. Scattata anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Tutti presenti tranne lei. Nel corso dell’udienza camerale da rilevare il comportamento ineccepibile della parte lesa. Barsotti è rimasto sempre seduto accanto al suo avvocato nonostante la presenza in aula dei due imputati che lo hanno costretto a una lunga degenza ospedaliera a Cisanello di Pisa riducendolo praticamente in fin di vita.
All’udienza, almeno in aula, non c’era invece la giovane donna di 34 anni ex compagna di Spano e che si era legata sentimentalmente, almeno in quel frangente, all’autotrasportatore lucchese.
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