I revisori al Comune: «Via libera al bilancio ma occhio all’evasione»
PISA. Via libera del collegio dei revisori dei conti al bilancio di previsione del Comune di Pisa depositato sabato scorso, entro i termini stabiliti dalla legge, e intorno al quale si erano accese...
PISA. Via libera del collegio dei revisori dei conti al bilancio di previsione del Comune di Pisa depositato sabato scorso, entro i termini stabiliti dalla legge, e intorno al quale si erano accese alcune polemiche dopo la denuncia del presidente del collegio, Fabio Vergamini, di avere «ricevuto pressioni immotivate» per consegnare in anticipo il parere dell’organo.
Tuttavia i revisori riservano a consiglio comunale e giunta alcuni suggerimenti per alcune parti del documento finanziario: in particolare per la Tasi e le alienazioni del patrimonio pubblico.
Relativamente alla Tasi (che per Pisa vale 10 milioni di euro di entrate), si legge nel parere dei revisori, «il collegio ritiene» che la riforma fiscale prevista dalla legge di stabilità 2016 approvata da un solo ramo del Parlamento «condizioni l'attendibilità della relativa previsione di entrata e che, di conseguenza, non possa darsi assoluta certezza alla copertura di tutti gli stanziamenti di spesi contenuti nel bilancio» e quindi «appare necessario che l'effettiva operatività della natura autorizzatoria» del bilancio di previsione «debba rimanere sospesa fino all’adeguamento delle poste al definitivo contenuto della legge di stabilità 2016 che raccomanda di effettuare prima possibile». Il collegio invita anche il Comune a monitorare «costantemente l'andamento delle entrate» per il recupero dell'evasione fiscale «con particolare riguardo sia all’entità degli accertamenti che al loro effettivo incasso».
Infine, sulle alienazioni, stimate in 7 milioni di euro di entrate nel 2015 con incassi di gran lunga inferiori e sostanzialmente raddoppiate per il 2016, i revisori ritengono che «la previsione sia carente dell'attendibilità necessaria per conferire alle relative poste di spesa il carattere autorizzatorio, pur considerando che tali entrate sono interamente destinate al finanziamento di spese di investimento».
Insomma, il Comune - sostengono i revisori - avrebbe messo in conto quelle che la consigliera comunale grillina Valeria Antoni chiama senza mezzi termini «svendite dei gioielli pubblici per fare cassa».
Per questo la pentastellata va all’attacco contro la giunta di Marco Filippeschi: «L'amministrazione comunale - dice Antioni (M5S) - ha molta fretta di alzare le tasse ai cittadini pisani, fretta che vediamo espressa nell'accelerazione delle sedute del consiglio, imposto senza consultare i consiglieri di minoranza, per il 30 di dicembre, data che vedrà impegnati uffici, tecnici e agenti di polizia municipale per imporre quello che ai pisani piace poco: la stangata».
Antoni si chiede perché il comune di Pisa abbia tanta fretta se perfino i revisori - dopo aver denunciato accelerazioni immotivate - suggeriscano di aspettare il varo della finanziaria.
«Il comune che si vantava tanto di avere i conti in regola - conclude la consigliera - ha forse qualche problemino dovuto a investimenti sbagliati, vedi Piazza Vittorio Emanuele, detta anche la voragine pubblica? E intanto continuano ad uscire sui giornali proclami di lavori fatti in tutta Pisa, mescolando le intenzioni con la realtà».
Secondo Antoni Pisa «ha bisogno di misure che riconducano a una soglia minima di vivibilità, ha bisogno di strade asfaltate e marciapiedi percorribili, di fognature pulite e autobus che circolino con regolarità, ha bisogno di essere una città a misura di bambino e che sappia gestire il suo rapporto con l’università senza subirlo come invece avviene oggi e infine Pisa ha bisogno di essere liberata da una classe politica molle che non riesce a capire la bellezza dei sui vicoli e l’importanza dei suoi quartieri periferici, essere liberata da una classe politica che pensa esclusivamente alla sua successione e alle guerre interne, ha bisogno di essere liberata dal Pd».
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