Attenzione
«Che beffa le vecchie lire Bankitalia non le cambia»
PISA. Con le lire va sempre così, rispuntano quando meno te lo aspetti. Da una vecchia scatola riposta chissà quanto tempo fa in soffitta o in fondo ad un armadio dove proprio non te le saresti...
PISA. Con le lire va sempre così, rispuntano quando meno te lo aspetti. Da una vecchia scatola riposta chissà quanto tempo fa in soffitta o in fondo ad un armadio dove proprio non te le saresti immaginate. È successo anche a Paolo Gozzoli, residente a Cisanello.
«Ho scoperto di averne un po’ soltanto da poco - racconta - mio suocero faceva il commerciante e si vede che aveva l’abitudine di mettere da parte gli spiccioli. Ho ritrovato qualche banconota da mille, ma soprattutto tante monetine da 500 tutte compattate in sacchetti trasparenti. Volevo cambiarli, proprio sul Tirreno ho letto che una sentenza della Corte Costituzionale da poco ha riaperto i termini per effettuare il cambio con l’euro, ma alla filiale di Bankitalia a Livorno mi hanno detto che non era possibile».
L’hanno detto anche a noi. Nonostante infatti la Consulta il 5 novembre scorso abbia stabilito l’illegittimità dello stop anticipato alla conversione lira-euro deciso dal governo Monti, che aveva fatto decadere i termini tre mesi prima della data prevista, il 28 febbraio 2012, «il Ministero dell’Economia non ha ancora dato disposizioni su come effettuare il cambio dopo la sentenza», ci rispondono dalla filiale livornese di piazza del Municipio.
«Non vorrei che la strategia sia quella di lasciar passare i tre mesi per non dover cambiare le vecchie valute».
In effetti quello di Monti fu un escamotage che consentì al governo dell’austerità di far entrare nelle casse dello Stato 1,2 miliardi, quanto si stima resti ancora in circolazione in vecchie lire. Così, per ora anche sul sito della Banca d’Italia le indicazioni agli utenti sembrano uno scaricabarile: «Subito dopo aver appreso dell’emanazione della sentenza della Corte - è il messaggio nella pagina dedicato al cambio di banconote e monete - sono stati avviati con il Ministero dell'Economia e delle Finanze gli approfondimenti necessari per definire le modalità con le quali darvi esecuzione. Le richieste di conversione saranno esaminate non appena esauriti questi approfondimenti».
«No, io non diventerò ricco se riuscirò a cambiarli - scherza Gozzoli - ma mi sembra doveroso che anche le istituzioni rispettino la legge, perché tale diventa una sentenza della Corte».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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