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Pisa

Sventati due furti dei ladri di rame ai depositi di Acque

Sventati due furti dei ladri di rame ai depositi di Acque

Più sicurezza dopo i raid tra Fontina, Oratoio e Cascina Il telecontrollo segnala i blackout alle forze dell’ordine

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PISA. Un furto andato a segno e due sventati tra ieri e lunedì. I ladri di rame hanno preso di mira i depuratori di Acque Spa. La società ha, però, alzato il livello dei controlli riuscendo a far fallire un paio di intrusioni negli impianti di Cascina e Oratoio.

Il furto consumato, dopo quello ingente da decine di migliaia di euro alla Fontina, riguarda il deposito di Oratoio e risale, con diversi anni alle strutture, alla notte tra domenica e lunedì. E sempre nello stesso impianto i ladri hanno cercato di rubare i cavi di rame martedì notte. Non ce l’hanno fatta, così come hanno alzato bandiera bianca al depuratore di Cascina dove sono scappati lasciando sul posto gli arnesi utilizzati per l’effrazione.

Una frequenza di episodi che diventa assalto in piena regola. E per questo la società idrica ha deciso di incrementare la difesa degli impianti ricorrendo alle opportunità tecnologiche e al contributo di polizia e carabinieri.

Le forze dell’ordine hanno aumentato i passaggi nelle zone dei presìdi sensibili, mentre Acque Spa, soprattutto dopo il colpo alla centrale della Fontina, ha rafforzato il suo sistema di sicurezza cogliendo subito due successi: il telecontrollo negli impianti - che rileva le anomalie e le trasmette alla centrale operativa di Acque attiva 24 ore su 24 - ora è coordinato in tempo reale con le forze dell’ordine e con la vigilanza privata. Questo significa che, nel momento in cui i ladri fanno saltare la corrente per poter tranciare i cavi senza il rischio di restare fulminati, al primo segnale di blackout scatta l’allarme nelle centrali di una pluralità di soggetti pronti a intervenire. E a far fuggire i banditi.

Sul fronte dei furti, i carabinieri sono intervenuti in via Foscolo dove in un’abitazione i ladri hanno rubato monili in oro e 300 euro in contanti e in via Padre Bruno Fedi, in un’altra casa visitata dai malviventi.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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