La manifestazione
«Rifiuti, tanti problemi a Calci»
L’opposizione all’attacco: negli ultimi cinque anni aumenti del 27%
CALCI. Sacchi della spazzatura fanno mostra di sé, un brutto spettacolo. «Sempre peggio il servizio di raccolta, mentre i prezzi salgono. La demagogia del sindaco Ghimenti e dei suoi collaboratori è smascherata dai fatti». Ci vanno giù duro i quattro consiglieri comunali di “Uniti per Calci”.
«I cittadini – dice Paolo Lazzerini – provano sulla loro pelle la situazione. In questi mesi, con un estenuante tam tam mediatico, gli amministratori hanno cercato di dimostrare tutto e il contrario di tutto sbandierando riduzioni delle tariffe e denunciando lo scarso senso civico dei cittadini incapaci di differenziare correttamente i loro rifiuti nonostante la continua razionalizzazione del servizio. Purtroppo, la realtà è completamente diversa. Andando a rileggere le tariffe degli ultimi cinque anni, ci accorgiamo che c’è stato un forte aumento, pari al 27%, enormemente più grande dell’accrescimento del costo della vita che è stato del 5%. In pratica un aumento medio di 100 euro (circa 20 euro all’anno) con maggiore rincaro per le famiglie numerose».
Giulio Messerini incalza: «La riduzione del 2015, tanto sbandierata, è dovuta invece solo ed esclusivamente al fatto che ci sono e ci saranno sostanzialmente meno servizi che, in buona parte, andranno a creare disagi ulteriori agli utenti. Ecco alcuni esempi: il secondo giro relativo al ritiro del multi materiale, che avveniva il sabato, è stato soppresso. Il vetro dovrà essere portato e gettato nelle nuove campane, sparse qua e là sul territorio. Dal primo gennaio 2016 il ritiro della carta avverrà non più ogni settimana, ma ogni quindici giorni. I sacchini, che sono anche di scarsa qualità, dovremo andarceli a prendere all’isola ecologica e, se terminati prima del previsto, dovremo comprarceli». Maila Mangini ironizza: «A questo punto sarebbe il caso di chiedere all’amministrazione comunale e a Geofor di farci assumere come dipendenti, visto che differenziare i rifiuti è diventato un vero lavoro e i vantaggi economici latitano da anni, lungi dall’essere riconosciuti. Di questo passo le case diventeranno delle piccole discariche dove accumulare rifiuti, specialmente multi materiale e carta, grazie alla riduzione dei giorni di ritiro, fortunato chi ha un terrazzo o un giardino dove poter accatastare i sacchi di immondizia e non dovrà tenerli in casa con conseguente disagio per lo spazio e il cattivo odore. Ancora peggio per le attività produttive che tra l’altro lamentano ufficialmente enormi disagi». Conclude Valter Mignani: «Non parliamo della difficoltà nel capire cosa va bene differenziare e cosa no. Per esempio un normale bicchiere di vetro, che non è imballato, non va gettato nelle campane per il vetro, ma nell’indifferenziata. Prima di accusare i cittadini di scarso senso civico, l’amministrazione e Geofor farebbero bene a combattere questa assurda divisione e spiegarne il reale e assurdo motivo: il vetro è vetro, la plastica è plastica».
Pier Luigi Ara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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