Sicurezza
Natale in casa per le famiglie a rischio di sfratto
PISA. Trascorreranno il Natale tra le mura domestiche le decine di famiglie a rischio sfratto. Ma senza soluzioni concrete, l’incubo di trovarsi senza una casa potrebbe per loro essere solo rinviato...
PISA. Trascorreranno il Natale tra le mura domestiche le decine di famiglie a rischio sfratto. Ma senza soluzioni concrete, l’incubo di trovarsi senza una casa potrebbe per loro essere solo rinviato al nuovo anno.
Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Attilio Visconti, ha deciso di prorogare fino al prossimo 10 gennaio la sospensione degli sfratti per morosità incolpevole concessa ad ottobre dallo stesso rappresentante del governo sul territorio e scaduta pochi giorni fa.
La decisione era attesa per giovedì scorso durante la seduta della commissione territoriale per il contrasto del disagio abitativo. La prefettura ha rimandato però la decisione al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in attesa del pronunciamento del Tar sul ricorso (respinto) presentato da Confedilizia contro il blocco degli sfratti. Accolta, invece, la richiesta avanzata dagli assessori alle politiche abitative di Pisa e Pontedera - ma anche da un gruppo di consiglieri comunali di Pisa, Cascina, San Giuliano Terme e Pontedera, dai sindacati e dalle associazioni degli inquilini e dai movimenti per il diritto all’abitare - di sospendere per il periodo natalizio i 99 sfratti per morosità incolpevole previsti a Pisa e i 167 in tutta la provincia in attesa di trovare soluzioni meno traumatiche. «Useremo questo tempo per affrontare la situazione degli sfratti per morosità incolpevole», fanno sapere dal Comune. «La sentenza del Tar che respinge il ricorso di Confedilizia è un segnale importante, ma da solo non basta», commentano invece i Cobas, che chiedono di assumere decisioni drastiche per lenire l’emergenza abitativa. «Da quasi dieci anni – si legge in una nota del sindacato di base – in via Bellatalla ad Ospedaletto ci sono due cantieri abbandonati: un investimento del Comune e della Società della Salute potrebbe trasformarli in case per l’emergenza abitativa, permettendo di recuperare in un anno almeno una quarantina di appartamenti. L'alternativa è invece continuare a lasciare quest'area all'incuria e all'abbandono, rinunciando ad una requisizione che rappresenta la sola strada percorribile».
Danilo Renzullo
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