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nuovo romanzo pulp

“Pisa Connection”, Giusti porta Jimbo in libreria

“Pisa Connection”, Giusti porta Jimbo in libreria

PISA. Jimbo, un tossicodipendente pisano in crisi di astinenza e al verde; Fatijona, una prostituta albanese che presta servizio in un camper fatiscente; un appuntato siciliano e un carabiniere...

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PISA. Jimbo, un tossicodipendente pisano in crisi di astinenza e al verde; Fatijona, una prostituta albanese che presta servizio in un camper fatiscente; un appuntato siciliano e un carabiniere bergamasco.

Sono questi i protagonisti che all’ombra della Torre animano “Pisa Connection”, il primo volume della collana “Pulp” di Marchetti editore, scritto da Simone Giusti.

Giusti è autore dei thriller “Incubo” (Robin Edizioni, 2008) e “Guerre corporative” (Il Foglio Editore, 2014). Per Il Foglio è curatore dell’antologia “Sex Grindhouse - from Pisa with love” (2015). È anche sceneggiatore e regista. «L’idea del romanzo è nata leggendo un saggio sulle mafie straniere in Italia che controllano zone non occupate dalle mafie nostrane: un quadro incredibile, “pulp”, che è il contesto estremamente attuale dentro il quale si muovono i personaggi di “Pisa Connection” – racconta Giusti –. Con questo libro ho voluto anche raccontare la storia di un personaggio, che normalmente non suscita empatia nella gente: Jimbo, infatti, è senza soldi e alla disperata ricerca di una dose di droga. Nonostante le sue meschinità, che racconto mano a mano nel libro, alla fine risulta simpatico al lettore, che attraverso i suoi occhi vede la società di oggi».

La storia “Pisa Connection” si sviluppa nel corso di notte pisana, con un stile quasi cinematografico: l’avventura adrenalinica di Jimbo a corto di droga e soldi si intreccia con le vicende personali di Fatijona e con l’attesa di Pisa che si prepara ad ospitare il presidente del Consiglio che pronuncerà un discorso alla nazione. Non mancano i colpi di scena, tra cui un attentato dell’Isis. Una vicenda “pulp”, senza limiti, che col suo ritmo veloce e avvincente va ben oltre la metafora di fondo.

«Il personaggio di Jimbo esiste da quindici anni nella mia mente, solo di recente ho trovato il modo per inserirlo in una storia. Sono un giocatore di ruolo da diversi anni e fin a piccolo mi sono abituato a inventare storie e personaggi – dice Giusti –. Durante uno di questi giochi un mio amico interpretò un tossicodipendente che, alla ricerca di una dose, combinava un sacco di guai».

Nel libro il lettore è letteralmente catapultato nella storia, dallo stile rapido e ironico. Una serie di flashback permettono al lettore di conoscere Jimbo a fondo e di capirne l’evoluzione.

Sharon Braithwaite

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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