Il Tirreno

Pisa

Dal Commodore 64 alla scalata dei primi 50 esperti al mondo

di Stefano Taglione
Dal Commodore 64 alla scalata dei primi 50 esperti al mondo

Abita a Pisa il 35enne guru della “gamification”: applico alla vita reale gli elementi dei videogiochi

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PISA. Da piccolo, per la gioia dei suoi genitori, si strafogava di videogiochi con il Commodore 64. Oggi, grazie a quella passione, è considerato il guru italiano (e fra i 50 più esperti al mondo) della “gamification”. È la branca - nonché un settore economico in continua crescita - che mira a portare gli elementi ludici dei videogames nella vita reale.

Fabio Viola ne è, appunto, fra i massimi esperti. L’unico italiano nella top50 del globo secondo il portale Rise.global. Viola ha studiato e vive a Pisa, dove ha anche aperto la sua azienda, Mobile Idea. Trentacinque anni, di San Severo, in Puglia, gira costantemente l’Italia fra consulenze e docenze (insegna in due master allo Ied di Milano e all’università di Tor Vergata, a Roma) ma considera Pisa, dove risiede, la sua casa. «Mi muovo molto perché le aziende sono soprattutto al nord – dice Viola – ma qui in Toscana si vive bene». È un’eccellenza della città, in un settore forse poco conosciuto, nel quale dominano i termini anglosassoni e dove l’Italia è più un paese cliente che produttore. La parola “gamification” significa tante cose. In un progetto per una banca italiana Viola ha creato un portale dove i dipendenti delle filiali possono giocare al computer incrementando, allo stesso tempo, la produzione. A chi sigla più contratti durante le ore di lavoro viene assegnato un punteggio e a fine settimana, a fine mese e o a fine anno, il primo dei bancari guarda tutti dall’alto verso il basso.

Ma Viola, a questo livello, ci è arrivato partendo dalla sua console. Dal vecchio e leggendario Commodore 64, venduto dal 1982 al 1993, ricordo d’infanzia di molti 30enni. «I miei genitori me lo comprarono sperando che mi appassionassi solo alla grafica – spiega Viola – ma io mi sono interessato fin da subito ai videogiochi e li ho costretti a foraggiarmi. Nel ’96, poi – continua l’imprenditore – ho scoperto Internet e a quel punto è stata la fine…». Più che la fine, il web ha segnato l’inizio di una brillante carriera. «Inizialmente arrivavano delle super bollette, visto che non esistevano i canoni mensili e si pagava per ogni connessione – ricorda Viola – ma grazie alla rete ho avuto la possibilità di scrivere recensioni di videogiochi su portali come Psx Millennium e SuperPS2.com. Me li compravo io, ma era ugualmente divertente». Quest’ultimo sito, che nel 2000 totalizzava ben 1.500 visite al giorno, è stato poi acquisito dal network Multiplayer.it. «È successo subito prima dell’università – ricorda Viola – e ho iniziato a gestire l’area dedicata alle console. Poi quando sono arrivato a Pisa, anche per evitare la leva militare, con un collega abbiamo aperto una società che ci ha permesso di farci conoscere. Ho lavorato molto all’estero, con la LucasArts ad esempio, con la quale ho lanciato le versioni digitali di parecchi videogiochi. E anche con Nokia, al tempo dei primi cellulari».

A Pisa Fabio Viola ha studiato tutt’altro, archeologia. Non è un caso che fra i suoi progetti vi sia TuoMuseo - piattaforma attualmente in gara per essere finanziata da un bando della Fondazione Cariplo - un portale che vuole migliorare l’esperienza dei visitatori dei musei grazie alle tecnologie mutuate dai videogiochi. Nel 2016, probabilmente, il prodotto si aprirà al mercato e chissà che agli Uffizi, o ai Musei Vaticani, in futuro non lo si possa trovare. Ha avuto invece già successo l’iniziativa #ioleggoperché, la cui parte digitale è stata curata proprio da Viola. «Dovevamo trovare 10.000 “messaggeri” a cui chiedere di inviarci foto, video o messaggi. In cambio noi regalavamo loro dei libri – spiega il giovane imprenditore – e le adesioni sono state tantissime, visto che i “messaggeri” alla fine sono arrivati a quota 25.000. La società per cui collaboravo voleva promuovere la lettura, andare nelle piazze e regalare libri. Un messaggio importante, è stato bellissimo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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