Italia
«Così i collegamenti rapidi a costo zero»
Il responsabile infrastrutture del Pd regionale: corse senza fermate intermedie e piano orario legato a quello dei bus locali
PISA. A proposito di treni veloci, il tema è decisamente d’attualità essendo uno dei punti essenziali inseriti nell’elenco delle opere richieste da Pisa (collegamento più rapido con Firenze) nell’ambito delle intese sullo sviluppo aeroportuale in Toscana. «La soluzione può essere trovata a costo zero», dice Carmine Zappacosta, ingegnere esperto di alta velocità, ma che parla anche come responsabile del settore infrastrutture e mobilità nella segreteria regionale del Pd.
«A livello di linee convenzionali, quella Pisa-Firenze è già ottima (prevede punte di velocità massima anche di 180 km/h) - spiega Zappacosta -. Oggi nel tabellone ci sono corse senza fermate da una città all’altra che avvengono in 48 minuti. Con qualche accorgimento si può arrivare a 37 minuti. Ma non mettiamo in mezzo assolutamente l’alta velocità, che ha un costo di oltre 20 milioni di euro a chilometro, senza considerare ponti, gallerie ed altri extra. Per non parlare poi dell’impatto ambientale di un raddoppio infrastrutturale».
Dunque, come arrivare a quei 37 minuti senza spendere un euro? «Il presupposto è sgravare la rete ferroviaria da corse con più fermate, creando così le condizioni per una velocizzazione dei tempi di percorrenza». Ridurre le corse con più fermate significa però penalizzare le località abituate ad essere servite dal Pisa-Firenze, quasi come fosse una metropolitana di superficie. «Nessuno vuole penalizzare qualcuno - riprende Zappacosta - quello che sarebbe necessario è un ripensamento del trasporto locale, in modo da integrarlo con quello ferroviario. Faccio un esempio: i pullman di linea Pisa-Cascina e Cascina-Pontedera ci sono già, si tratta di studiare un programma integrato e, magari, di pensare a sedi protette per le tratte dei bus in modo da garantire il rispetto dei tempi di percorrenza e il raggiungimento dei nodi ferroviari principali con orari coordinati a quelli di partenza dei treni».
Zappacosta fa riferimento ad un territorio che si comporti già come area metropolitana. Un altro esempio: «Pensate ad un romano che abita all’Eur e che deve raggiungere una stazione ferroviaria servita dall’alta velocità o dalla media e lunga percorrenza: la raggiunge, se vuole, utilizzando i mezzi pubblici». Il meccanismo, secondo l’esponente del Pd, sarebbe replicabile anche nella realtà pisana e toscana: «Integrare il trasporto ferroviario con quello su gomma o locale di tipo metropolitano oppure tramviario significa trovare un modo alternativo perché un cascinese e un empolese possa raggiungere Pisa o Firenze con un trasporto misto, ma a parità di tempo. Può essere un pullman o un trammino o qualcosa di innovativo. Certo, ci vuole una dose di coraggio nel farsi carico di soluzioni che siano sostenibili economicamente ed ambientalmente». Infine, per Zappacosta, i collegamenti Pisa-Firenze potrebbero trovare un’ulteriore possibilità «nell’ambito degli investimenti già previsti per il raddoppio della Lucca-Pistoia. Si potrebbe pensare ad un raddoppio della Pisa-Lucca e, anche su quella direttrice, raggiungere Firenze». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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