Il Tirreno

Pisa

Procura, tre inchieste sulla Sviluppo Navicelli Spa

Pietro Barghigiani
L'area venduta dalla Sviluppo Navicelli Spa a Ikea
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L'area venduta dalla Sviluppo Navicelli Spa a Ikea

Pisa: indagini sulla vendita dei terreni a Ikea, fidejussioni "tossiche"e bancarotta

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PISA. Tre inchieste della Procura della Repubblica e una della Corte dei conti. Sotto la lente degli inquirenti la stessa società: la Sviluppo Navicelli Spa. Con l'effetto di un magnete, il fallimento della società, avvenuto nell'aprile scorso, ha attirato le attenzioni investigative per gli due dei fascicoli aperti alla ricerca di eventuali responsabilità penali.

I tre fronti. I tre fronti della Procura del Tribunale riguardano la vendita dei terreni a Ikea nel 2012; la verifica di ipotesi di bancarotta dopo la sentenza di insolvenza nell'aprile 2015; la scoperta di fidejussioni prestate da una società in liquidazione da anni. L'operazione immobiliare del 2012 ha sollecitato l'attenzione anche della Procura della magistratura contabile che dal 2013 sta esaminando le carte per valutare l'eventuale esistenza di un danno erariale da parte del Comune. Dunque, le due inchieste sulla vendita dei terreni sono precedenti al fallimento, mentre le altre due (ipotesi di bancarotta e fidejussioni non più valide) sono una conseguenza del default.

Terreni e valori. Affidata alla Guardia di finanza, l'indagine sul passaggio di proprietà dei terreni dalla Sviluppo Navicelli a Ikea riguarda anche, ma non solo, l'incremento di valore dei terreni, e i tempi seguiti in un'operazione immobiliare da 22.000.000 di euro. Una lievitazione avvenuta prima dell'approvazione di una delibera che di fatto aveva spianato la strada all'arrivo di Ikea nella Darsena Pisana, ma aveva consentito anche alla Sviluppo Navicelli Spa di chiudere un intervento da primato per volumi cash in ballo. Al centro delle indagini c'è anche la vendita dell'ex strada comunale di via Mezzanina, un terreno di 15.312 mq (in mezzo ad altri terreni comprati da privati, ndr) valutato 765.600 euro pari a 50 euro a metro quadrato. Terreno comprato, con pagamento degli interessi, da Sviluppo Navicelli Spa il giorno prima che il consiglio comunale (il 24 maggio del 2012) approvasse la variante urbanistica per l'insediamento di Ikea con un cambio di destinazione d'uso dell'area da artigianale a commerciale. Una variante che fece lievitare il valore del terreno: Sviluppo Navicelli Spa poi vendette nel 2012 a Ikea una parte del fondo ad un prezzo di 243 euro al metro quadrato. Quasi cinque volte quanto lo aveva pagato al Comune dopo averlo opzionato e mai saldato per anni. Quei fondi, ha sempre sostenuto la società, erano, comunque, urbanizzati e questo spiega l'aumento del prezzo nel passaggio di proprietà.

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Corte dei conti. Lo stesso tema della vendita dei terreni ha impegnato la Corte conti delegando alle Fiamme Gialle acquisizioni di atti. I magistrati contabili ancora non si sono pronunciati lasciando aperto il fascicolo per danno erariale.

Fidejussioni senza garanzie. Questa inchiesta è stata sollecitata dal Comune quando ha scoperto, con un ritardo da mea culpa ammesso da Palazzo Gambacorti, che le fidejussioni presentate dalla Sviluppo Navicelli Spa non erano più valide. La società nel 2009 e nel 2012 aveva prodotto garanzie firmate Union Credit Finanziaria Spa con due anomalie cruciali mai comunicate all'ente: nel 2008 il ministero delle Finanze l'aveva cancellata dall'elenco delle società abilitate e nel 2009 la Ucf Spa era stata messa in liquidazione. Garanzie inconsistenti e nessun controllo interno da parte degli uffici comunali. Oltre all'esposto in Procura, il Comune ha avviato un'inchiesta interna con una ricognizione sulla validità delle fidejussioni presentate dalle ditte che hanno rapporti di appalto o fornitura con l'ente. Con una promessa correttiva rispetto alla prassi del passato: d'ora in avanti non verranno più accettate fidejussioni presentate da soggetti ritenuti a rischio, ma solo quelle di banche e assicurazioni di riconosciuta solidità.

Fallimento. Il terzo fascicolo aperto dalla Procura riguarda l'ipotesi di bancarotta. Un passaggio rituale quando la sezione fallimentare del Tribunale dopo il pronunciamento della sentenza gira il fascicolo alla Procura per la valutazione di eventuali distrazioni patrimoniali ai danni dei creditori.

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