Il Tirreno

Pisa

Omeopatia, niente master esulta l’oppositore Malvaldi

di Danilo Renzullo

Non è stato raggiunto il numero minimo di iscrizioni. Per settimane il suo possibile esordio ha spaccato l’Università. Lo scrittore-chimico è stato tra i più critici

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PISA. Il suo possibile esordio all’Università ha spaccato il mondo scientifico e quello accademico, creando opposte fazioni che per settimane si sono date battaglia sull’opportunità di far entrare tra le mura dell’Ateneo una materia che non ha validità scientifica. Per adesso, però, l’omeopatia non farà ingresso all’Università di Pisa. A mettere fine alle polemiche che hanno accompagnato l’attivazione del master “La nuova farmacia tra salute e benessere” con approfondimenti su “prodotti cosmetici, medicinali omeopatici e prodotti per la medicina complementare, fitofarmacia e marketing sanitario” organizzato dal dipartimento di Farmacia, ci ha pensato l’elenco degli iscritti, che non ha raggiunto il numero minimo di 15 partecipanti (erano previsti un massimo di 25 posti e ammessi massimo 20 uditori). Il master - che sarebbe dovuto partire il prossimo 11 dicembre - ha raccolto 15 pre-iscrizioni, ma all’atto formale due possibili partecipanti hanno ritirato la loro candidatura, costringendo l’Università ad annullare il corso post laurea.

Alla fine, ad alzare le braccia al cielo è il fronte di oppositori: chimici “indignati” ai quali il master non è passato inosservato. A guidarlo è stato lo scrittore-chimico (con tanto di assegno di ricerca presso il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa) Marco Malvaldi. «Si permette ad alcuni imbonitori di parlare, insegnando un'assurda disciplina che non ha alcun fondamento scientifico all'Università, nello stesso posto dove vengono insegnati i principi della chimica». Per lo scrittore, parlare di una materia che non ha validità scientifica in un luogo che basa studi ed insegnamenti sulle prove scientifiche è apparso una contraddizione. Un oltraggio che ha scatenato un putiferio. Alle accuse degli oppositori è seguita la difesa di omeopati («Patetico su un piano culturale, ma gravissimo su quello scientifico che certe argomentazioni semplicistiche si ripetano dalla nascita della medicina omeopatica», ha replicato Carlo Melodia, omeopata e docente della Libera Università internazionale di medicina omeopatica) e di parte del mondo accademico, che ha sottolineato l’importanza di istruire i farmacisti su tutti gli aspetti che riguardano i prodotti omeopatici, anche per rispondere alle richieste dei circa nove milioni di italiani che hanno optato per queste terapie. «Era stato detto dagli organizzatori del master che lo stesso era destinato a laureati in grado di giudicare da soli senza dover essere difesi da terzi – commenta Malvaldi, replicando alle contro-accuse –. Sono contento di potergli dare ragione: evidentemente non hanno ritenuto l’offerta formativa adeguata e, non iscrivendosi, hanno implicitamente dato la loro opinione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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