Il Tirreno

Pisa

la sicurezza

Lavori e più agenti in zona stazione

di Mario Neri
Lavori e più agenti in zona stazione

Cambia volto il binario 14, meta di sbandati e spacciatori. Arrivano rinforzi anche da Firenze: e rispetto all'anno scorso aumentati quasi del doppio gli interventi della Polfer

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PISA. I disperati dell'eroina continuano ancora a spiaggiarsi quaggiù. Sono appena le dieci di sera ma è già cominciato il lento e triste pellegrinaggio della droga. Uno dopo l'altro, spesso con uno zaino sdrucito in spalla e gli occhi cotti dall'astinenza, percorrono il sottopasso, imboccano la banchina a sud-est e poi attraversano sulle rotaie.

Qualcuno, come Sandra, si costruisce una cuccia di cartoni e alcol proprio vicino alla striscia gialla. «Ho perso il lavoro, il marito e la casa, cosa dovrei fare, lasciami in pace, la mia vita ora è questa. Non ho altro», dice mentre sistema il suo giaciglio di fortuna sotto i lampioni. I più spariscono nell'unico cono d'ombra ormai lasciato dalle Ferrovie, un varco fra i capannoni ricoperti di graffiti e i campi. Si immergono nel buio verso le arcate di quello che sembra un viadotto mai finito. Se non fosse per questo posto, il binario 14 non esisterebbe nemmeno più, non la sua nera epopea di aggressioni, scippi, furti, pusher-rapinatori-tossicodipendenti, rifiuti e sbandati.

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Il cantiere del People Mover occupa ormai tutta l'area di passaggio per i treni e Rfi da settimane ha iniziato lavori di manutenzione per proteggerlo con nuove recinzioni verdi in metallo. Perfino i magazzini abbandonati che erano diventati i dormitori per clochard, spacciatori e loro clienti fra poco saranno tutti inaccessibili. Gli operai li hanno quasi tutti sigillati, le porte di accesso sono state saldate. E anche chi arriva dall'aeroporto, scendendo dalla navetta in via Quarantola, non è più costretto a fare il suo ingresso in stazione fra le aiuole e il vialetto (ancora troppo buio) ricoperti di bottiglie, spazzatura, siringhe e cartoni.

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«Certo il sabato sera è ancora da aver paura – dicono due magazzinieri – ma da qualche settimana, insomma, almeno nei giorni feriali no». «Non si può dire siano finiti i problemi, noi dovremmo essere molti di più, ma una luce in fondo al tunnel cominciamo a vederla», dice un poliziotto. La sera in cui eseguiamo il nostro giro sono in cinque gli agenti di turno. Ed è anche merito di una piccola iniezione agli organici che ha già prodotto i primi risultati. «Da alcuni giorni la rosa della Polfer pisana è salita da 31 a 34 unità, inoltre periodicamente – spiegano dal comando toscano – vengono aggregati altri uomini dalle stazioni limitrofe». Del resto, «la necessità di un'integrazione alla sorveglianza c'era davvero. Non è un caso che una squadra di polizia giudiziaria in borghese, di solito in servizio a Santa Maria Novella, per ora sia stata trasferita a Pisa».

Così i numeri danno ragione a chi, come ad esempio il sindaco Marco Filippeschi, da tempo sostiene sia improrogabile un aumento del personale di polizia. Fuori dalla stazione si attende ancora il distaccamento di polizia (il cosiddetto “posto fisso”) su viale Gramsci che aveva annunciato, ma all'interno dal primo luglio ad oggi di cose ne sono cambiate.

Gli agenti di polizia ferroviaria guidati da Luigi Veglianti hanno identificato 2.559 persone, 300 in più dello stesso periodo nel 2014. Sono passate da 50 a 57 le pattuglie impiegate a bordo dei treni, da 87 a 106 i convogli scortati, sono più che raddoppiate le persone denunciate (da 61 si è passati a 131).

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Negli ultimi mesi i borseggi, gli scippi, i furti ai danni dei turisti stranieri si sono moltiplicati, ma questa volta sono cresciute anche le forze per arginarli. Lo stupro di una ragazza a bordo di un regionale, l'aggressione a un capotreno ad agosto, le coltellate rifilate da un nordafricano a due ragazzi a inizio ottobre per derubarli dei cellulari sono solo alcuni degli episodi di violenza ad aver imposto un cambio di marcia.

Non è un caso allora che siano balzati da sei a nove gli arresti, ultimo quello di Lisa Alidovich, borseggiatrice romena di trent'anni, che ormai conoscevano tutti fra stazione e piazza dei Miracoli. «Finora, seppure beccata in flagrante, aveva beneficiato delle attenuanti concesse dalla legge per chi compie reati minori che prevedano una pena inferiore ai tre anni. Due settimane fa – racconta un poliziotto – all'ennesima recidiva, compiuta ai danni di una turista straniera, il pallottoliere delle condanne ha superato i 3 anni e 4 mesi, così il giudice si è convinto a spedirla in carcere al Don Bosco, per un po' non ce la ritroveremo fra i piedi. Ma è anche questo quello contro cui combattiamo: una legislazione molto morbida contro reati considerati non tanto pericolosi per meritarsi la detenzione, ma che sono proprio quelli a generare maggior senso di insicurezza e sfiducia tra la popolazione. Noi li catturiamo, e ci tocca anche la beffa di doverli accompagnare alla direttissima, per poi rivederli liberi un'ora dopo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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