Sicurezza
L’esproprio del taglio del nastro
Il “sindaco del popolo” dei movimenti inaugura simbolicamente i Frati Bigi del costruttore Bulgarella
PISA. Lo avevano promesso: «Senza soluzioni concrete occuperemo i Frati Bigi». Il tentativo di “apertura” del complesso immobiliare di proprietà dell’imprenditore Bulgarella da parte dei movimenti per il diritto all’abitare si è trasformato però in una simbolica inaugurazione dei 48 appartamenti di via Matteucci, con tanto di taglio del nastro e di assegnazione delle abitazioni a famiglie in emergenza abitativa.
A due giorni di distanza dalla pubblicazione della graduatoria Erp per l’assegnazione delle case popolari e della commissione territoriale per il contrasto del disagio abitativo che ha deciso di “non decidere” sulla proroga della sospensione degli sfratti (la Prefettura ha rimandato tutto al prossimo comitato per l’ordine e la sicurezza in attesa del pronunciamento del Tar sul ricorso presentato da Confedilizia contro il blocco degli sfratti), i movimenti per il diritto all’abitare, i comitati di quartiere e le famiglie in emergenza abitativa sono tornati in piazza. In circa ottanta si sono riuniti ieri pomeriggio in piazza Santa Croce in Fossabanda per ribadire la «necessità di soluzioni innovative e concrete» per lenire una situazione che nel giro di poche settimane potrebbe trasformarsi in un dramma per le decine di famiglie che rischiano lo sfratto (99 le esecuzioni previste in città per morosità incolpevole, 167 in tutta la provincia). Oltre alle istituzioni, nel mirino dei manifestanti finiscono i grandi costruttori e proprietari immobiliari. Nel calderone della protesta finiscono il «sistema delle fideiussioni fittizie» presentate in Comune, le «centinaia di case sfitte, pubbliche e private» e «i milioni di tasse che alcuni imprenditori non hanno mai versato». Dopo un breve giro nei dintorni dell’ex albergo di proprietà comunale di Santa Croce in Fossabanda («che potrebbe essere una risposta per le famiglie sotto sfratto o per gli studenti che hanno perso la borsa di studio», sottolineano i movimenti per la casa) i manifestanti, riuniti dietro allo striscione «5 milioni di buoni motivi per prendere le case di Bulgarella», hanno raggiunto in corteo i Frati Bigi, seguiti da polizia e carabinieri. All’ingresso del complesso immobiliare (sorvegliato anche sul retro dalle forze dell’ordine), i manifestanti hanno inscenato un’inaugurazione popolare dei 48 appartamenti in fase di ristrutturazione.
Dopo la simbolica assegnazione delle case alle famiglie sotto sfratto, «che non si sono visti riconoscere il punteggio per la morosità incolpevole nella graduatoria Erp o che da anni seguono i percorsi istituzionali e dei servizi sociali, senza mai trovare una soluzione», “il sindaco del popolo” - come è stata ribattezzata un’anziana con tanto di fascia tricolore - ha tagliato il nastro rosso posizionato davanti all’ingresso della palazzina. Dopo un presidio di circa mezz’ora, i manifestanti si sono ricompattati in corteo sfilando lungo via Matteucci e provocando forti rallentamenti al traffico veicolare. Una protesta - questa volta pacifica - per ribadire il "problema casa". «Degli oltre 900 ammessi nella graduatoria Erp, solo pochi nuclei familiari avranno risposte concrete - dicono i manifestanti -. Tanti rischiano di essere buttati fuori di casa, senza alcuna alternativa. È necessario prorogare il blocco degli sfratti, ma soprattutto aprire un tavolo con i grandi costruttori affinché le tante case sfitte vengano assegnate alle famiglie bisognose».
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