Attenzione
Furti, scontro sui numeri tra questore e sindacato
Il Silp-Cgil contesta il ministero dell’Interno sui reati in calo del 7,6 per cento Francini conferma i dati di Roma e aggiunge: «Anche le rapine sono diminuite»
PISA. Calano per ministero e questura. Esplodono per il sindacato di polizia. Il fenomeno dei furti e della sicurezza in generale declinato sotto forma di numeri racconta di due prospettive che su alcuni punti convergono, mentre su altre prendono strade opposte.
Il confronto-scontro nasce dalla risposta del ministero dell’Interno all’interrogazione del deputato Pd, Paolo Fontanelli sulla richiesta di potenziare gli organici della polizia. Per il governo «nei primi 9 mesi dell'anno, a Pisa, rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, vi è stato un calo dei reati predatori del 7,6 per cento». Un numero che trova d’accordo il questore Alberto Francini. «Nel primo semestre i reati in provincia sono calati del 7-8 per cento – chiarisce –. Di contro i furti in abitazione a Pisa sono cresciuti del 17 per cento, mentre sul resto del territorio siamo nell’ordine del 2-3 per cento».
Ma è lo spacchettamento dei dati, per tipologia di reato, a far dire alla segreteria provinciale del Silp-Cgil che la realtà è tutt’altro che rassicurante.
«Dai numeri in nostro possesso relativi a tali reati denunciati nei primi 6 mesi dell'anno 2015 – scrive il segretario provinciale, Claudio Meoli – paragonati ai primi 6 mesi del 2014 risulta che a Pisa i furti con destrezza sono aumentati del 13,45 per cento; i furti in abitazione del 17,59 per cento; i furti in esercizi commerciali del 17,39; le rapine in esercizi commerciali del 66,67 per cento». E va anche considerato quello che viene chiamato "numero oscuro", vale a dire la quota sommersa che comprende i reati non denunciati che in Italia si stima al 20 per cento. «Significa che il dato ufficiale sui furti è più basso di un quinto rispetto a quello reale» sottolinea il Silp-Cgil.
Secondo il sindacato il numero fornito dal ministero non è stato esposto «nella sua interezza poiché dall'analisi delle tabelle ministeriali dei delitti denunciati si rileva ad esempio che la voce furti è composta da varie tipologie quali: furti con strappo, su auto, di veicoli, sui veicoli, di opere d'arte, in abitazione, con destrezza, in esercizi commerciali. La somma di tutti questi reati denunciati ed avvenuti nel solo Comune di Pisa, confrontata tra il primo semestre 2014 ed il primo semestre 2015, dà come risultato una diminuzione del 7,71%, che è all'incirca il dato rassicurante fornito dal ministero. Se invece andiamo ad analizzare nel dettaglio le varie tipologie che compongono il reato di furto ci accorgeremo che le denunce di patito furto che maggiormente vanno ad interessare il cittadino comune che vive a Pisa sono aumentate. Un esempio? Furti in abitazione + 17,59 per cento». Non contesta il dato sui furti in casa, il questore Francini, ma quello sulle rapine sì. «Nei primi sei mesi erano in calo del 40 per cento – spiega –. Con la recrudescenza del fenomeno avuta soprattutto a ottobre stimiamo di arrivare a fine anno con una riduzione del 10-20 per cento rispetto al 2014». Al di là della querelle sui dati, quello che restituisce un clima di apprensione spesso è la modalità dei raid nelle abitazioni.
«Non è trascurabile l'aspetto di questo crimine che negli ultimi tempi ha assunto un volto diverso, cruento e inquietante per le persone coinvolte – conclude il sindacato – legato al fatto che a volte le irruzioni anche a mano armata per rubare nelle abitazioni avvengono con le persone presenti che vengono malmenate e bloccate. Un furto che si trasforma in rapina con l'aggiunta del sequestro di persona nella propria abitazione».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google