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«Fuori tutti!», il grido d’allarme in pieno shopping natalizio
Il 19 lo sciopero dei lavoratori della grande distribuzione e di quella cooperativa. Contratti di settore scaduti da 2 anni
PISA. Il titolo dell’iniziativa ricalca le campagne pubblicitarie delle più grandi aziende della distribuzione organizzata: “Fuori tutti!”. Ma il prossimo 19 dicembre non saranno i prezzi della merce esposta nei supermercati e nei punti vendita delle multinazionali a scendere improvvisamente. Al contrario saranno i lavoratori ad abbandonare le abituali postazioni di lavoro e, per la seconda volta in poco più di un mese, ad incrociare le braccia.
La spesa e lo shopping natalizio saranno ancora una volta a rischio: Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno proclamato una nuova giornata di sciopero nazionale (con manifestazione a Milano) per i lavoratori della grande distribuzione e della distribuzione cooperativa. Epilogo di un braccio di ferro tra sindacati, Federdistribuzione (che rappresenta la moderna distribuzione organizzata e in particolare le grandi catene commerciali) e la distribuzione cooperativa (che in Toscana riguarda soprattutto Unicoop Firenze) sul rinnovo dei contratti nazionali di settore, scaduti da due anni. «A 24 mesi di distanza dalla scadenza dei contratti, lo scorso ottobre i tavoli di trattativa si sono interrotti – spiega Caterina Ballanti, segretaria della Filcams-Cgil di Pisa –. A causa delle distanze tra le parti non è stato possibile portare avanti il confronto». Secondo i sindacati, le richieste della parte datoriale sono finalizzate all’abbassamento dei diritti e dei salari, a fronte delle rivendicazioni delle organizzazioni sindacali che chiedono invece il mantenimento di alcuni istituti «conquistati con anni di lotta» e un aumento salariale pari a 85 euro. «Per la prima volta, ai tavoli di trattativa abbiamo anche registrato una rigidità del mondo cooperativo», sottolinea Ballanti, insieme a Giorgia Bumma della Fisascat-Cisl di Pisa e ai delegati sindacali di Unicoop Firenze e delle grandi catene commerciali presenti a Pisa. «Federdistribuzione vuole riconoscere l’aumento salariale (a partire dal 2016 e senza applicarlo retroattivamente), a fronte però della sospensione dei permessi retribuiti e del congelamento degli scatti di anzianità – proseguono i sindacati –. Le richieste avanzate dalla distribuzione cooperativa sono finalizzate invece ad uniformare il mondo cooperativo al resto della grande distribuzione, senza tener conto della specificità e dei valori fondanti delle cooperative». In particolare, i sindacati rivendicano la conferma del pagamento del 100% dell’indennità nei primi tre giorni di malattia, le maggiorazioni in busta paga per i festivi, le domeniche e il notturno e lo stop al minore riconoscimento dei permessi retribuiti per i dipendenti delle piccole cooperative. Nonostante l’inaspettata adesione registrata in occasione dello sciopero dello scorso 7 novembre (a Pisa e provincia hanno incrociato le braccia il 90% dei lavoratori del mondo cooperativo e l’80% di Federdistribuzione), la mobilitazione non ha portato i frutti sperati. Lo sciopero, in provincia di Pisa, interesserà oltre 4.000 lavoratori: 3.000 i dipendenti delle aziende aderenti a Federdistribuzione (Carrefour, Zara, Coin, Pam), 1.100 quelli appartenenti al mondo cooperativo. L’astensione dal lavoro sarà preceduta da una campagna assembleare e da presìdi e volantinaggi.(d.r.)
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