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C’è il rischio di uno stop alla produzione di rame

C’è il rischio di uno stop alla produzione di rame

PISA. Dopo l’attivazione della cassa integrazione e il via ai contratti di solidarietà, l’epilogo di un lungo periodo di crisi potrebbe essere lo stop alla produzione. Lo scontro in atto nel...

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PISA. Dopo l’attivazione della cassa integrazione e il via ai contratti di solidarietà, l’epilogo di un lungo periodo di crisi potrebbe essere lo stop alla produzione.

Lo scontro in atto nel consiglio di amministrazione della Carlo Colombo potrebbe portare alla sospensione - già da mercoledì prossimo - delle attività dell’azienda leader nel mercato dei semilavorati in rame (prima in Italia nel settore e settima a livello mondiale) con sede ad Ospedaletto (70 gli operai impiegati) e Pizzighettone, in provincia di Cremona (144 addetti).

La Glencore, multinazionale anglo-svizzera dell'industria estrattiva (entrata nella società partecipando al percorso di crisi e acquisendo la maggioranza del pacchetto azionario) vorrebbe elaborare un nuovo piano di ristrutturazione, modificando quello precedente che non ha prodotto i risultati sperati, e cercare di uscire dal vortice della crisi. Otto delle 16 banche che hanno acquisito la minoranza della società (alla vecchia proprietà è rimasto poco meno del 20% delle azioni) non credono più ai piani di rientro e minacciano di chiudere i canali finanziari. La conseguenza potrebbe essere una crisi di liquidità che impedirebbe all'ex Colata Continua Pisana (nata nel 2003 dalle ceneri delle ex Fonderie Pisane e nel 2009 inglobata nella Carlo Colombo) di acquistare la materia prima con l’inevitabile stop alla produzione nei due siti.

«Una situazione molto complicata», commenta Raimondo Feliciano della Fiom-Cgil di Pisa, che ieri insieme ai rappresentanti delle altre organizzazioni sindacali (Fim-Cisl e Cisal) ha incontrato il consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, durante un tavolo nelle stanze della Regione Toscana al quale hanno partecipato anche i rappresentanti del Comune e della Provincia di Pisa.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto anche l’apertura di un tavolo al ministero dello Sviluppo economico. «I sindacati - si legge in una nota della Regione - hanno ricordato il quadro di difficoltà in cui l'azienda si trova dal 2011, a causa della crisi del rame. Ci sono tuttavia concrete possibilità che il settore riprenda forza, ma le perduranti difficoltà finanziarie della Carlo Colombo rischiano di non consentire l'aggancio della ripresa.

La Regione - conclude la nota - sosterrà l'apertura di un tavolo nazionale e, nelle prossime settimane, convocherà un incontro anche con i vertici dell'azienda pisana».

(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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