Gioco
Per garantirsi l’opzione servivano dai 20.000 ai 30.000 euro
Titoli esistenti, ma non nella disponibilità dell’associazione smantellata dalla Guardia di finanza. Quello che è il corpo del reato, obbligazioni o altri prodotti finanziari, veniva proposto in...
Titoli esistenti, ma non nella disponibilità dell’associazione smantellata dalla Guardia di finanza.
Quello che è il corpo del reato, obbligazioni o altri prodotti finanziari, veniva proposto in vendita o in affitto per un anno di tempo, ma si materializzava solo dopo un ritocco truffaldino dopo averne stampato una copia.
Secondo gli investigatori «è emerso che i titoli finanziari più comunemente proposti ai clienti risultavano essere, tra gli altri, le Bank guarantees, i Bond e le Promissory notes (cambiali internazionali)».
Il sistema era strutturato in modo da sembrare affidabile: al cliente si offriva un titolo obbligazionario reale, si sottoscriveva un contratto all'esito del quale era necessario versare somme tra i 20.000 e i 30.000 euro come caparra, in attesa del saldo (è stato stimato circa il 3% del valore del titolo “affittato”).
Proseguono gli investigatori: «Gli indagati, inoltre, accedendo via web alle piattaforme finanziarie dei circuiti Bloomberg e Euroclear,
utilizzavano documentazione contraffatta chiedendo il pagamento di una caparra».
Per far andare a buon fine gli artifici messi insieme dal gruppo messo sotto la lente dalla Finanza erano utili anche funzionari di banca compiacenti in giro per il mondo che garantiva sulla veridicità del titolo. Nel contratto la contraffazione veniva inserito il titolo proposto (alterandone i codici bancari, ma in realtà mai avuto nella propria disponibilità) per acquisire la fiducia del truffato.
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