Il Tirreno

Pisa

I dannati della FI-PI-LI: «Così rischiamo la vita»

di Sharon Braithwaite
I dannati della FI-PI-LI: «Così rischiamo la vita»

I pendolari che la percorrono tutti i giorni raccontano il loro percorso ad ostacoli

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PISA. Scarsa manutenzione dell’asfalto, mancanza delle corsie di emergenza e svincoli pericolosi. Sono queste le criticità maggiori riscontrate da chi, ogni giorno, percorre la strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. I pendolari della Fi-Pi-Li, interpellati dal Tirreno, descrivono il loro tragitto quotidiano come un “percorso ad ostacoli”, un viaggio nell’oltretomba dantesco.

Nata a fine anni ‘60, la Fi-Pi-Li è stata completata negli anni ‘90: il tratto fiorentino fu il primo ad essere costruito e, a detta di chi lo attraversa spesso, è il peggiore perché più vecchio. Oggi è una delle arterie principali della regione: lunga oltre 100 chilometri, collega due importanti province toscane al capoluogo. È una via obbligata per chi vuole raggiungere rapidamente la propria destinazione e anche per chi, di lavoro, trasporta le merci.

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«Ci vorrebbe un libro per descrivere questa strada. Quando trent’anni fa ho cominciato a fare questo lavoro era in fase di costruzione. È stata costruita “all'italiana”, tutti ci hanno mangiato. L'ho vista crescere, pezzetto dopo pezzetto – racconta Franco Zimbè, autotrasportatore pontederese, che percorre la Fi-Pi-Li più volte il giorno –. Il tratto tra Montelupo a Ginestra Fiorentina è particolarmente stretto e pericoloso. Quando c'è la nebbia è sempre un casino. Appena inizia a piovere il manto stradale diventa scivoloso».

ASFALTO PERICOLOSO. Zimbè non è l’unico che punta il dito sulle condizioni del manto stradale. «L’asfalto sembra una fossa comune. Lo conosco a menadito, percorro 85.000 km l’anno su questa strada – dice Giorgio Marinai, autotrasportatore –. Noi camionisti le buche le prendiamo tutte, non le dico quanto spendiamo per gomme e ammortizzatori. Nel tratto fiorentino ci sono tanti divieti di sorpasso per i camion: in Italia, quando scoprono che una strada non è più adatta ai mezzi pesanti, mettono un divieto di sorpasso. Così stiamo tutti in coda come degli imbecilli». «La carreggiata in molti punti è talmente stretta che non si possono evitare le buche – dice Maurizio Casati, autotrasportatore che più volte al giorno viaggia dal distretto del cuoio al porto di Livorno –. Quando piove, dove l'asfalto è drenante va meglio, mentre da Empoli a Firenze è un dramma». E un suo collega, Cristiano Toro di “Calc Trasporti e Logistica”, aggiunge: «Ogni giorno è percorsa da migliaia di veicoli, è inevitabile che si deteriori. L'asfalto si sgretola facilmente e in alcuni tratti si sente un “saltellio”. Il manto stradale è stato fatto malissimo. La società che la gestisce fa degli interventi di manutenzione che però servono a poco, visto che strutturalmente la strada è stata concepita male. E sarà sempre peggio. I manti stradali vanno rifatti e la carreggiata va allargata».

«I disagi sono all'ordine del giorno. La settimana scorsa, per esempio, ho dovuto frenare per evitare una buca tra Pontedera nord e Pontedera sud. L'asfalto non era pari, una ruota ha slittato su un dosso e ho danneggiato due gomme. In pochi minuti, un danno da 1.000 euro», racconta Antonio De Lucia, dell'azienda internazionale di autotrasporti “Tosc Europa”. Ma non sono solo i camionisti a chiedere interventi urgenti. «La situazione è migliore rispetto a dieci anni fa, ma in alcuni tratti è imbarazzante, soprattutto vicino a Montelupo Fiorentino – dice Luca Venturi, rappresentante editoriale di Pisa –. Per fortuna non la percorro nelle ore centrali. Chi la conosce sa i punti da evitare quando piove. Chi invece la percorre saltuariamente può trovarsi improvvisamente ad attraversare dei laghi. Spesso la visibilità è ridotta a causa dall’acqua “alzata” dalle macchine della carreggiata opposta».

SVINCOLI STRETTI. Gli autotrasportatori denunciano anche la pericolosità di alcuni svincoli. «Quello delle Melorie (Ponsacco) è tremendo, prima o poi ci scappa il morto – dice Marinai –. Entrata e uscita sono talmente stretti che un veicolo non esce a rallentare sulla corsia. Non a caso sono teatro di incidenti. Altra nota dolente è l’ingresso dell’A1 a Firenze: la mattina dalle 7,45 a 9 ci sono file già dall'uscita di Scandicci. È così anche nel senso opposto: uscendo dall'autostrada per immettersi nella Fi-Pi-Li, si crea un imbuto di veicoli, specie nelle ore di punta». Inoltre, mancano i controlli delle forze dell’ordine. «La segnaletica in generale non crea problemi. Mi preoccupano più i comportamenti delle persone: sono tutti attaccati al telefonino, non rispettano la precedenza negli svincoli e i limiti di velocità», aggiunge Casati. Gli autovelox installati in più punti, dunque, non sembrano scoraggiare gli amanti della guida spericolata.

NESSUNA CORSIA DI EMERGENZA. La mancanza della corsia di emergenza è una delle criticità più note. In caso di guasto, un veicolo è costretto a fermarsi a bordo della carreggiata se nei dintorni non ci sono aree di sosta. «L'autista scende e si trova in mezzo alla strada, glielo posso dimostrare quando vuole – dice Marinai –. Per fortuna, non mi è mai successo di dovermi fermare se non per il quarto d'ora di sosta obbligatorio. Lo specchietto è al confine della linea bianca: non c'è spazio sufficiente, neanche nelle nuove aree di sosta».

L’INCOGNITA PEDAGGIO. Negli anni la politica ha più volte rilanciato l’ipotesi di introdurre un pedaggio. Modalità e costi non sono ancora noti. Quel che è certo è l’assoluta contrarietà dei pendolari. Gli autotrasportatori minacciano di bloccare il traffico se davvero sarà introdotto: «Paghiamo già abbastanza tasse – dicono –. Alla Fi-Pi-Li non ci sono alternative». «Io la percorro spesso e spenderei un sacco di soldi. Prima di farci pagare un’ulteriore imposta, dovrebbero mettere in sicurezza il manto stradale – dice Zimbè –. Pagare un pedaggio con la strada in queste condizioni sarebbe un furto. Inoltre, non tutti possono permetterselo. Gran parte del traffico si riverserebbe nelle strade urbane».

«Se davvero introdurranno un pedaggio, dovrà essere modulato in maniera seria e in base al lavoro di chi la percorre. Quanto pagherebbe chi, come me, la attraversa più volte al giorno per consegnare le merci?», dice Cristiano Toro. «Come categoria di lavoratori siamo molto arrabbiati. Come possono chiederci di pagare un’altra tassa a queste condizioni? – si chiede Marinai –. Questa strada necessita di almeno due corsie larghe per ogni senso di marcia, corsie di emergenza, aree di sosta adeguate. Siamo in contatto con la Cna in attesa che organizzi un’iniziativa di protesta: ci dicano ora e luogo e ci saremo». Anche Silvia Marchione, docente di San Miniato, considera la Fi-Pi-Li una strada pericolosa, ma crede che l’introduzione del pedaggio sia un’ipotesi inverosimile. «Sono anche un topografo e architetto, questa strada non ha i requisiti tecnici per essere messa a pagamento. Alcuni svincoli hanno raggi di curvatura assurdi. Prima dovrebbero fare dei lavori, investendo molti soldi».

 

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