Addio ad Antonio tra l’arancione delle tante divise
In centinaia al funerale del 59enne volontario della Pubblica Assistenza morto in un incidente
PISA. Il silenzio, interrotto solo dalle lacrime e dalle sirene dei mezzi di soccorso. La sobrietà, accompagnata da dolore e commozione.
In centinaia ieri pomeriggio hanno partecipato al funerale di Antonio Lorenzini, il 59enne pisano, ex responsabile della Protezione civile della Pubblica Assistenza, deceduto venerdì scorso in un tragico incidente stradale lungo la Tosco-Romagnola. Silenzio ed incredulità hanno accompagnato il doppio saluto allo storico volontario, già dipendente della Scuola Superiore Normale. Il primo si è svolto nella sede della Pubblica Assistenza di via Bargagna, quella che per Lorenzini è stata una seconda casa per più decenni e dove i tanti volontari accorsi da tutta la provincia lo hanno voluto salutare con una sorta di rito civile. Quello religioso si è svolto invece nella chiesa di San Marco alle Cappelle, gremita da oltre duecento persone. In prima fila la moglie Laura e la figlia adolescente Giulia. E poi il sindaco Marco Filippeschi e il vice Paolo Ghezzi in rappresentanza del Comune ed oltre duecento tra familiari, amici, conoscenti o semplici persone che hanno voluto portare un ultimo saluto a quello che per decenni è stata una colonna portante del volontariato pisano e del sistema di assistenza.
Da una parte decine di volontari di diverse associazioni, dall’altra i mezzi di soccorso. In via Bargagna, la bara ricoperta da un tralcio di rose rosse e trasportata in spalla dai volontari, ha attraversato due cordoni - uno di persone, l’altro di mezzi - schierati nel cortile della sede della Pubblica Assistenza. Silenzio. Interrotto dal suono delle sirene delle auto di soccorso in una sorta di rito di addio che ha accompagnato la bara fino al carro funebre. «Abbiamo lavorato insieme per tanti anni - ricorda un volontario della Pubblica Assistenza -. Una persona socievole che ha dedicato un’intera vita all’assistenza e al volontariato: semplicemente una gran bella persona».
In rigoroso silenzio anche l’ingresso del feretro nella chiesa, in cui spiccavano le centinaia di divise color arancio indossate dai volontari. Accanto all’altare i gonfaloni del Comune di Pisa e i tanti delle associazioni di assistenza e di volontariato di tutta la provincia. «Fa un brutto e strano effetto dover dare l’ultimo saluto ad Antonio – aggiunge Daniele Vannozzi, presidente della Pubblica Assistenza, trattenendo le lacrime –, una persona che ha speso tanto per aiutare gli altri».
Dopo il rito religioso, un ultimo saluto ha accompagnato la partenza del carro funebre verso il cimitero suburbano di via Pietrasantina, dove Lorenzini riposerà in attesa della cremazione. «Un saluto commosso e sentito, perché Antonio ha rappresentato una grande forza per la città nella sua professione e nel suo impegno nel mondo del volontariato con le sue doti di leadership e di formazione dei tanti giovani che ne hanno seguito l’esempio – ricorda il primo cittadino –. Siamo molto vicini alla famiglia e alla Pubblica Assistenza». La figura di Lorenzini rimarrà impressa nella memoria della città anche attraverso delle iniziative che l’associazione di volontariato sta pensando di organizzare insieme alle istituzioni. «Un’iniziativa – conclude Filippeschi – per continuare a ricordarlo e simbolicamente mantenere viva la sua forza».
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