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toscana AEROPORTI
PISA. «Potrebbero provarci, sì. Ma hanno anche ribadito ufficialmente che considerano Pisa lo scalo centrale. E poi dovranno vedere le condizioni che applicheremo a Firenze». Torna al centro della...
PISA. «Potrebbero provarci, sì. Ma hanno anche ribadito ufficialmente che considerano Pisa lo scalo centrale. E poi dovranno vedere le condizioni che applicheremo a Firenze». Torna al centro della discussione sugli aeroporti, in previsione della pista da 2.400 metri a Peretola (ormai di dubbi ne sono rimasti pochi), l’atteggiamento e le strategie che terrà Ryanair, compagnia low cost che può vantare il 60% del traffico passeggeri del Galilei. Ad ammettere che gli irlandesi potrebbero provare a sbarcare anche a Firenze è Roberto Naldi, vicepresidente di Toscana Aeroporti, intervenuto a Punto Radio. Pisa, superata la fusione, continua a guardare con occhi sospettosi a ciò che avviene a Firenze. E’ della scorsa settimana il documento corretto in corso d’opera, approvato dal consiglio regionale, sull’esigenza di tenere in equilibrio sviluppo e contributi economici per i due scali.
Tariffe e condizioni. Naldi risponde a tutto e dà ulteriori garanzie. Ripartiamo da Ryanair: «Per loro la fusione Pisa-Firenze è stato un boccone amaro. Di solito sono contro i sistemi perché mettono in concorrenza gli scali e poi vanno dove trovano le maggiori convenienze. Ma hanno anche capito che in Toscana Aeroporti hanno interlocutori seri», con riferimento «all’eccezionale lavoro svolto dal presidente Carrai e dall’ad Gina Giani». Un tentativo però Ryanair lo farà, se non altro per avere al nuovo Vespucci un pacchetto di collegamenti “d’immagine”. Almeno così dovrebbe essere. Naldi ammette: «Nessuno può dire: no, lì non puoi andare. Ma ci sono elementi da considerare. Il primo è capire se ci sono slot liberi di interesse, anche perché a Firenze sono in gran parte impegnati». Gli slot sono, in poche parole, i permessi ad atterrare e decollare in un aeroporto legati a data e orario specifici. Secondo elemento: le tariffe. «Ryanair sa già - dice Naldi - che le condizioni tariffarie di cui gode a Pisa non le avrà a Firenze, dove sono circa tre volte di più. Tutto ciò in coerenza con le strategie per cui sarà Pisa in Toscana a sviluppare i low cost». Peraltro, aggiunge, «si tratta di normali dinamiche di mercato, Ryanair per esempio si è mossa così a Roma. Ma quando è passata anche su Fiumicino non ha certo lasciato Ciampino». E comunque la differenza non la faranno i 2.400 metri «visto che - dice Naldi - Ryanair già vola in una decina di scali europei con piste di 2.000».
Lavori negli scali. Il manager di Corporacion America ha fatto anche il punto sui lavori: «A Firenze dovrebbero iniziare nella prima metà del 2016 le opere di mitigazione e poi la nuova pista. In parallelo a Pisa stiamo predisponendo il progetto definitivo dell’ampliamento del terminal: nella prima metà del 2016 partirà la gara d’appalto». Sui lavori al Vespucci, Naldi va incontro a quanto richiesto dai consiglieri regionali pisani del Pd: «Sulla monodirezionalità della pista, gli enti dell’aviazione metteranno direttive precise. E quando la pista nuova sarà certificata sarà dismessa, come da masterplan, quella vecchia».
Treni veloci. Sul tema Naldi ha un’idea particolare e precisa: «Ciò che più ci interessa non è tanto la velocità, pur magari riuscendo a recuperare qualche minuto, quanto la regolarità dei collegamenti, due-tre all’ora, e soprattutto che le vetture siano adeguati, a livello di qualità, rispetto agli standard anche dei passeggeri aeroportuali».
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