Il Tirreno

Pisa

l'allarme in ateneo

«Siamo l’Isis stop agli esami o colpiremo»

di Mario Neri
«Siamo l’Isis stop agli esami o colpiremo»

Strane mail ai direttori dei corsi di laurea. Sorvegliate le sessioni delle tesi all’Università. La procura apre un'inchiesta, ma gli inquirenti sospettano si tratti di uno stupido stratagemma di uno studente fuoricorso che tenta di guadagnare tempo 

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PISA. «Rimandate le sessioni di laurea, bloccate gli esami o vi colpiremo». Firmato: Isis di Pisa. Esatto. Sembra uno scherzo ma c’è scritto così, è più o meno questo il contenuto dei messaggi che da qualche giorno compaiono nelle caselle di posta elettronica di alcuni dei direttori dei corsi di studi dell’Università di Pisa. Minacce indirizzate soprattutto ai prof dei dipartimenti di Ingegneria e, sembra, anche ad alcuni dei docenti dell’area umanistica. Chiare ma goffe, troppo per ora per apparire davvero autografate col marchio del Califfato nero.

Sono targate isis.pisa@virgilio.it, è quello l’indirizzo email di partenza. È stato costruito attraverso il provider italiano l’id a cui gli investigatori della polizia stanno dando la caccia e che ha già fatto scattare un’inchiesta della procura di Pisa coordinata dal pm Flavia Alemi. Non solo. Seppure quei messaggi non convincano nessuno, nessuno può permettersi il lusso di sottovalutarli. Per questo le date di discussione della tesi e gli esami dei corsi nel mirino a dicembre e gennaio verranno sorvegliati dagli uomini della Digos. Presìdi ovviamente concordati con il rettore Massimo Augello e organizzati con agenti in borghese per evitare si scateni un’inutile psicosi da attentato. Perché - sono convinti gli inquirenti - per ora non ci sono reali motivi di allarme. E non c’è neppure un rischio conclamato. L’intelligence, finora, non aveva acceso luci rosse sulla città della Torre.

«Sono “biglietti” digitali scritti in italiano - rileva una fonte inquirente - non ci sono allegate bandiere né link a simboli dello Stato Islamico. Non ci sono frasi in arabo, solo le minacce per fermare le sessioni di laurea». «Se devo essere sincero, hanno tutta l’aria di uno scherzo idiota o comunque un insulso e irresponsabile tentativo di far saltare gli appuntamenti accademici», dice uno dei prof di Ingegneria. Chi in queste ore sta cercando di dare un nome e un cognome a quelle mail si è convinto che siano il tentativo disperato di uno studente in ritardo con gli studi, molto lontano dalla tesi, ma magari con buone competenze informatiche, sufficienti per ingarbugliare i dati di genesi dell’account di posta elettronica. Un giovane «al terzo o al quarto anno fuori corso che, dopo aver esaurito tutte le scuse con i genitori - continua la fonte inquirente - si è convinto di poter prolungare l’agonia con questo stratagemma scemo». Il burlone rischia un’accusa di procurato allarme con l’aggravante del terrorismo, ma un po’ di tensione la sta generando.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.12092532:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/09/14/news/torre-di-pisa-via-ai-controlli-col-metal-detector-turisti-soddisfatti-1.12092532]]«Ho sentito parlare a pranzo a mensa di una cosa inquietante. A dei ragazzi è stato riferito da un professore di mail e messaggi di minaccia ai direttori per convincerli ad abolire gli esami», racconta agitato uno studente al Tirreno. «Io ho paura», dice, e «non solo perché studio in una delle facoltà» destinatarie dei pizzini dell’orrore. «Ho paura di vivere a Pisa se c'è questo spettro che incombe. Preferisco un appello di esame o di laurea saltato, piuttosto che una strage. Se sta succedendo veramente, la gente deve sapere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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