Il Tirreno

Pisa

L’Aids fa ancora paura: a Cisanello seguiti 1.200 casi

di Renata Viola
L’Aids fa ancora paura: a Cisanello seguiti 1.200 casi

La Giornata Mondiale è stata celebrata alla Stazione Leopolda con 250 studenti. Buone notizie dal fronte della prevenzione

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PISA. Pisa ha celebrato la XIV Giornata Mondiale dell’Aids alla Stazione Leopolda , dove 250 studenti di alcuni istituti superiori cittadini hanno fatto il punto sulla diffusione della malattia e sui nuovi progetti di prevenzione sul territorio. La giornata rientrava nel progetto “Life Skill, benessere a scuola”, promosso da Comune, Società della Salute e Asl 5. Di Aids si muore meno che in passato, la mortalità è scesa al 7%, nel primo decennio di esordio della malattia (negli anni 1985/95) la mortalità era del 98%. Ma il livello di guardia su prevenzione, sesso protetto e tempestività di effettuazione del test Hiv non va abbassato. Lo dimostra il fatto che la diffusione dell’infezione non si arresta, sebbene in Toscana i casi si assestino, da sei anni a questa parte, su 300 casi all’anno.

Attualmente, sono 5.000 in Toscana i pazienti sieropositivi, di cui il 10% è straniero. A Pisa vengono seguiti 1.200 casi, presso l’unità operativa di Malattie Infettive diretta dal dottor Francesco Menichetti. Qui vengono curati pazienti provenienti non solo dalla regione ma anche extra-regione, circa il 3%. Molti di loro provengono dalle regioni meridionali e sono favoriti dai collegamenti aerei low cost con il Galilei. Oltre che dalla garanzia di essere curati in un centro all’avanguardia. Le fasce di età più soggette a contrarre l’infezione vanno dai 30 ai 39 anni e dai 40 ai 49. Le nuove diagnosi di sieropositività a carico degli stranieri incidono per il 25%. Le nazionalità più presenti sono il Brasile , la Nigeria e la Romania per gli uomini e la Nigeria e la Romania per le donne. In aumento la sieropositività di uomini eterosessuali adulti, dai 45 ai 65 anni.

«A Pisa nello scorso anno abbiamo curato una sessantina di nuovi casi – ha detto Laura Del Bono, dell’unità operativa di Malattie Infettive di Cisanello. I ricoveri sono stati 17, con un impegno abbastanza gravoso anche in termini di degenza. Questi pazienti purtroppo arrivano già con patologia avanzata: non solo infezioni ma anche tumori. Perché non tutti sanno che l’Aids è strettamente correlato con tumori come linfomi , sarcomi, carcinomi, adenocarcinoma del retto e dell’ano, a sua volta collegato all’Hiv e all’Hpv. Quest’ultimo potrebbe essere facilmente prevenuto se ci si sottoponesse ad un pap test anale».

Ma da Cisanello arriva più di una buona notizia sul fronte della prevenzione. «Da qualche tempo al nostro centro – ha aggiunto Del Bono – si pratica anche una profilassi per i rapporti ritenuti a rischio. Chiunque pensa di aver avuto un rapporto occasionale non protetto con un potenziale sieropositivo può, nelle prime 48 ore, venire da noi per cominciare un trattamento antivirale. Se il contagio verrà escluso, si sospenderà».

Alla Leopolda sono intervenuti il dottor Ezio Aceti, psicologo dell’età evolutiva, l’assessore al sociale Sandra Capuzzi e l’assessore alle politiche scolastiche Marilù Chiofalo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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