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Pisa

«Impossibile pensare al trasferimento con famiglia a Vicenza»

«Impossibile pensare al trasferimento con famiglia a Vicenza»

Serpeggia la rabbia tra i dipendenti partecipanti al presidio «L’avviso sotto Natale: il modo più brutto di essere cacciati»

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PISA. Rabbia e dolore. Sarà un Natale di disperazione quello che attende le decine di lavoratori impiegati a Camp Darby che ieri si sono visti consegnare le lettere di licenziamento. Davanti alla base americana imbracciano le bandiere dei sindacati, ma sono consapevoli che nonostante i tentativi di “conciliazione” il futuro gli riserverà solo incertezze. «Ricevere la lettera di licenziamento a pochi giorni da Natale, che dovrebbe invece portare serenità, è forse il modo più brutto di essere cacciato - commenta uno dei dipendenti raggiunto dalla sforbiciata al personale, che chiede di rimanere anonimo -. Gli esuberi erano stati dichiarati già da tempo, ma speravamo in una soluzione meno traumatica. Negli ultimi giorni c’è stata un’accelerazione al processo». E il risultato è stato una lettera consegnata a mano che annuncia la fine del rapporto di lavoro o, in alternativa, il trasferimento nella base di Vicenza. «Una soluzione inaccettabile», per la maggior parte dei lavoratori. «Il trasferimento equivale al licenziamento - prosegue il quasi ex dipendente della base americana -. Senza incentivi e con uno stipendio che varia dai 1.100 ai 1.300 euro al mese è impensabile trasferirsi a 400 chilometri di distanza. Una scelta del genere è inaccettabile: abbiamo costruito le nostre vite intorno a questo lavoro. Con grandi sacrifici, chi ha potuto ha comprato una casa e ha ancora i mutui da pagare. Come è possibile trasferire intere famiglie a Vicenza e sostenere nuove ed ulteriori spese senza incentivi e alle stesse condizioni salariali?». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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