Il Tirreno

Pisa

Digital Schools of Europe

Spazi senza pareti e multimediali

L’assessore Chiofalo in Finlandia: i nostri servizi 0-6 sono migliori

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PISA. «Giorni di freddo polare, incantati da un’enorme luna piena nell’oscurità del pomeriggio senza luce, resi caldi e luminosi da persone solari». Inizia così il diario di viaggio scritto dall’assessore alla pubblica istruzione Marilù Chiofalo dopo una missione in Finlandia. Unico in Italia, il Comune di Pisa fa parte del network europeo Digital Schools of Europe insieme a due scuole rappresentative, Toniolo e Gamerra: la Finlandia è Paese partner insieme a Irlanda, Svezia, Danimarca, Francia, Portogallo, Spagna. «Come in Giochi Senza Frontiere - scrive l’assessore - saldiamo dal basso pezzi d’Europa geografica, ritagliando incastri migliori per la sfida del XXI secolo: innovare i processi di apprendimento come relazione educativa nell’era dei nativi digitali, fatta di relazioni con tempi ridotti e spazi e velocità espansi, comunità frantumate dal terrore pervasivo dell’altro. Chi cresce felice di poter risolvere problemi e liberare risorse per chi non può, fa giustizia sociale sostenibile».

Nel sistema finlandese, secondo l’assessore, «si riconoscono strategie anche di Pisa per personalizzazione educativa, partecipazione, educazione tra pari e leadership condivisa Scuola-Comunità nella programmazione integrata. Si riconoscono principi della L.107 Buona Scuola: responsabilità e valutazione di dirigenti, formazione, curricolo per il pensiero musicale, cinestetico, interpersonale, tecnologico, nuovi spazi di apprendimento».

Alla Metsokangas School ci sono «spazi senza pareti interne, flessibili ad essere separati, fonoassorbenti - descrive l’assessore -. Colori caldi e brillanti animano in sfumature pareti e arredi: divani, postazioni multimediali per letture digitali e di legno per quelle di carta, scaffali per le scarpe, mensa dove ci si serve da sé. Lo spazio effettivo per studente raddoppia in sicurezza ed i costi edilizi dimezzano. Le pareti mobili degli spazi fisici fanno eco a quelle mentali: il curricolo è una serie di temi centrali con le discipline a fare da mezzo. Tempi opportuni e orari flessibili di entrata, uscita e mensa, club (ludoteche) opzionali. In questo universo con spazio e tempo relativi, studenti si muovono da soli a piedi, bici, bus, quando i genitori sono già andati a lavoro o non ancora tornati, possono lasciare liberamente l’aula (anche alla primaria) e non tornare, apprendere stesse cose in modi differenti, su sedie, poltrone o a terra, giocare a biliardo, stare al computer, maneggiare trapani e tablet, poi riposti con cura. Mille studenti e non un decibel. I docenti sono in aula 24 ore a settimana». E le istituzioni locali? «Investono a coprire l’intero costo dei servizi, giacché tutti pagano le tasse».

In questa scuola però non tutto luccica. «Governance e qualità dei servizi zerosei - spiega l’assessore - non appaiono al livello di quello toscano. L’inclusione delle diverse abilità e culture desta perplessità per la persistenza di “scuole e gruppi speciali” per specifiche attività».

«La strada dell’innovazione è faticosa e entusiasmante - conclude Mariù Chiofalo - e con resilienza conduce alla realtà dei sogni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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