Gioco
Niente fondi ai “collettivi” senza fattura
Giro di vite sui contributi dell’ateneo alle iniziative culturali delle associazioni
PISA. Divieto di uso del contante se non per spese non superiori a 50 euro e poi sanzioni molto salate per chi non consegna scontrini, fatture e ordini con regolarità. Infine, divieto di organizzare eventi e dibattiti fuori dalle sedi dell’Università di Pisa. Molte delle associazioni studentesche sono in allarme, ma per ora la protesta contro la stretta varata dal senato accademico mercoledì scorso con il nuovo regolamento per l’assegnazione del “fondo studentesco” è ancora sotterranea. Un giro di vite voluto dalla squadra di governo del rettore Massimo Augello per arginare sprechi e irregolarità.
Da anni l’università riserva un capitolo di bilancio al sostegno delle iniziative organizzate dalle liste e dei gruppi universitari. Un budget che quest’anno varrà 155mila euro e a cui qualsiasi associazione di studenti può aver accesso presentando un progetto. Concerti, incontri, dibattiti, proiezioni di film, convegni e viaggi studio - sulla base delle richieste - potranno ancora ricevere un contributo dell’ateneo, non senza i giustificativi però. L’obiettivo del nuovo regolamento è quello di evitare che gli incentivi si trasformino in finanziamenti a pioggia e soprattutto che anche semplici feste o gite di piacere vengano sostenuti con i fondi dell’ateneo e fatti passare come iniziative culturali dagli studenti. Per questo, i bandi che usciranno fra poco saranno molto più restrittivi. Stop all’uso dei contanti per i pagamenti e le spese e multe più salate: una penale variabile dal 20 al 30% del contributo ricevuto per chi non presenta gli “ordini” compilati e la restituzione per chi sgarra sulla consegna delle fatture, fondamentali per dimostrare che l’iniziativa culturale dichiarata non fosse una “copertura”. Il via libera in senato, però, ha suscitato le proteste di “Sinistra per”, la lista studentesca più rappresentativa a Pisa. Il collettivo - il primo a promuovere l’idea di introdurre sanzioni contro l’utilizzo improprio dei contributi - attacca i vertici di ateneo accusandoli soprattutto di aver voluto procedere ad una «forzatura» istituzionale. «Finora - spiegano da “Sinistra per” - il regolamento, per statuto, veniva concordato con il parere del Consiglio degli studenti, ma gli emendamenti proposti dall’assemblea sono stati stralciati. Il Consiglio è stato esautorato, senza un simulacro di discussione. Ci riserviamo dunque di intraprendere tutte le iniziative che possano ripristinare ora e in futuro la democrazia, il dialogo e il confronto reale in Ateneo, contro chiunque intenda imporsi contando solamente sulla propria forza contro la debolezza di una componente sotto rappresentata per legge come quella studentesca».
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