Italia
La canonica diventa casa per ex detenuti
CALCI. Entro giugno partiranno i lavori per aprire “Misericordia Tua”, la casa di accoglienza per ex detenuti che si reinseriscono nella società, ad opera della Diocesi di Pisa e della Caritas. La...
CALCI. Entro giugno partiranno i lavori per aprire “Misericordia Tua”, la casa di accoglienza per ex detenuti che si reinseriscono nella società, ad opera della Diocesi di Pisa e della Caritas. La canonica della chiesa di Sant’Andrea a Lama di Calci sarà, come si propone don Emanuele Morelli direttore della Caritas diocesana di Pisa, «il ponte tra il carcere e la libertà» e sarà anche l’opera segno della Chiesa pisana per il Giubileo. La casa d’accoglienza si chiamerà “Misericordia Tua” in onore di monsignor Alessandro Plotti, arcivescovo di Pisa per 22 anni che aveva scelto queste due parole come motto episcopale. La casa accoglierà 2 operatori e 14 condannati che accedono a misure alternative alla detenzione o che beneficiano di permessi premio, ex detenuti in attesa di un reinserimento lavorativo e sociale ma senza escludere, se necessario, familiari di detenuti al “Don Bosco”. La richiesta di un aiuto è arrivata tempo fa da alcuni detenuti che vedevano avvicinarsi la fine della pena e che temevano di poter commettere di nuovo errori. L’ha raccolta suor Cecilia Falconieri che, «facendosi portavoce – ha raccontato monsignor Roberto Filippini, ex cappellano del carcere appena nominato vescovo di Pescia – ci ha spinto a occuparci di questo progetto». «Gli utenti che frequenteranno la canonica di Calci - ha spiegato Vittorio Cerri ex direttore del carcere e consulente del progetto - faranno diverse attività tra cui opere di misericordia. Sarà il Gruppo di osservazione e trattamento del carcere – ha aggiunto Cerri - a indicare le persone che potranno usufruire dell’aiuto della casa di accoglienza, con il mio accordo». Sant’Andrea in Lama non è nuova a ospitare persone in difficoltà: è stata tra le prime, infatti, ad accogliere i profughi vietnamiti. La canonica si trova in un luogo appartato, ma non isolato dall’abitato del paese, in posizione panoramica, con un appezzamento di terreno recintato. L’edificio è disposto su due piani e ha una soffitta in parte abitabile. Secondo le prime stime serviranno 200 mila euro per riqualificare l’edificio prima di poter aprire le porte della struttura ai nuovi ospiti. I fondi arriveranno dalle collette dell’anno giubilare, dai fondi dell’8 per mille della Cei e da contributi ad hoc. La gestione operativa è da definire, ma prevederà o l’affidamento della struttura a una piccola comunità religiosa con una vocazione socio pastorale spiccata per le persone in condizione di disagio e marginalità o la sua conduzione da parte di operatori qualificati di una cooperativa sociale. «Come per l’anno giubilare di San Ranieri – ha ricordato l’arcivescovo Paolo Benotto – la Diocesi ha realizzato, con grande impegno di energie e risorse, la Cittadella della solidarietà al Cep a cui si rivolgono sempre più persone in cerca di aiuto, così per questo Giubileo, ha deciso di mettere in moto questa opera di misericordia».
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