Il Tirreno

Pisa

In piazza contro gli edifici in degrado

di Danilo Renzullo
In piazza contro gli edifici in degrado

Tra striscioni e fumogeni la protesta degli studenti medi

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PISA. «Anche se cade a pezzi, dobbiamo rimanere in piedi per dare dignità alla nostra scuola». Non si arrendono gli studenti. Non si rassegnano alla mancanza di risorse o ai rimpalli istituzionali. Rivendicano edifici sicuri. E per farlo scendono ancora una volta in piazza. Questa volta, però, è la provincia ad invadere la città. La “Buona scuola” unisce nella protesta gli studenti di Pisa e quelli di San Miniato e porta in strada oltre duecento studenti medi che ieri mattina hanno sfilato per le strade del centro per contestare la riforma scolastica varata dal governo Renzi, ma soprattutto per far luce sulle precarie condizioni degli edifici scolastici. La Provincia e gli enti locali finiscono nel mirino dei manifestanti - guidati dalla Rete degli studenti medi che ieri ha lanciato una campagna nazionale per la messa in sicurezza degli immobili scolastici - che con cori, fumogeni e trombe da stadio hanno rivendicato il diritto «a studiare ed apprendere in luoghi sicuri e sani».

In piazza sono scese delegazioni di quasi tutti gli istituti superiori di Pisa. Ognuna ha portato in strada le criticità e le rivendicazioni delle scuole cittadine. Dalle aule inagibili alle classi trasformate in celle frigorifero per il malfunzionamento degli impianti di riscaldamento. Dalla mancanza di materiale didattico alle turnazioni per l’insufficienza di spazi. Tra loro anche una nutrita rappresentanza del liceo scientifico “Marconi” di San Miniato. In massa gli studenti samminiatesi hanno raggiunto il capoluogo per protestare contro la precaria sistemazione di parte dell’istituto, confinata in una struttura privata nella zona dell’Interporto di San Donato fra «scheletri di edifici incompleti, topi e degrado» e con poche aule a disposizione, che costringono gli studenti ad alternarsi e a trasformare i laboratori in aule per le lezioni. «Per il secondo anno consecutivo ci ritroviamo a Pisa per chiedere interventi risolutivi – dicono i rappresentanti del Marconi –, ma anche per manifestare contro le false promesse della Provincia che l’anno scorso si era impegnata a realizzare nuove aule e una palestra, senza mai andare oltre alle parole».

Un corteo pacifico e colorato dallo sventolio delle bandiere e dai tanti fumogeni accesi lungo il percorso, controllato da un nutrito schieramento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa. «Siamo stanchi delle condizioni delle nostre scuole. Chiediamo ambienti a norma, riscaldati e che possano offrire i servizi essenziali. Gli enti locali da anni promettono interventi, senza però aver apportato alcun cambiamento concreto. La Provincia si limita a piccoli lavori-tampone che possono arginare il danno in tempi brevi, ma non costituiscono una soluzione a lungo termine. Ciò è dovuto alla mancanza di fondi destinati a questo settore, che rende impossibile l’attuazione di progetti che migliorino strutturalmente gli edifici», ripetono gli studenti dal cassone di un camion trasformato per l’occasione in palco mobile. “Per non cadere a pezzi” è lo slogan impresso a caratteri cubitali sullo striscione che ha aperto il corteo e che ha accompagnato i manifestanti fino in Prefettura, dove una delegazione è stata ricevuta dai rappresentanti del governo sul territorio. «Garantire il diritto allo studio significa offrire spazi adeguati e sicuri. Occorre che il governo torni ad investire nell’edilizia scolastica e per farlo serve anche un’azione pressante degli enti locali. Chiediamo che la Provincia, la Regione e la Prefettura prendano una posizione netta nei confronti del governo: i fondi stanziati dalla Buona scuola e quelli messi a disposizione delle Province sono troppo pochi. Il governo, invece di regalare 500 euro ai diciottenni per mandarli al cinema o al teatro, investa queste risorse in materiali didattici, laboratori e messa in sicurezza degli edifici», concludono gli studenti riuniti in assemblea all’esterno del palazzo della Prefettura, ottenendo un primo - parziale - risultato. La prossima settimana, all’istituto Marconi inizieranno infatti i lavori promessi dalla Provincia, trasformando 115 metri quadrati dell’edificio privato che ospita parte della scuola in due aule, che entro gennaio si aggiungeranno alle tre attualmente in uso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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