Sicurezza
Platani malati da abbattere strada chiusa fino a Natale
L’Anas impone lo stop al traffico sulla via del Brennero da San Giuliano a Pisa Cambierà lo skyline della statale. Il sindaco: «Purtroppo non esiste una cura»
SAN GIULIANO TERME. Sono diventati giganti con i piedi di argilla. Belli ma fragili. Imponenti e fronzuti eppure pieni di dolori, reumatismi, minati da un male oscuro che li ricopre di bolle, screpolature e macchie violacee, spesso troppo acciaccati per resistere e riuscire a tenersi in piedi e non crollare all’improvviso sul cofano o il parabrezza di un’auto di passaggio.
Già nel 2012 le spore dello stesso minuscolo parassita trasformarono i lineamenti verdi della statale dell’Abetone e del Brennero qualche chilometro più in là, e 270 alberi vennero abbattuti per colpa del fungo venuto dall’America. Da domani, e fino al 23 dicembre, un altro tratto dell’arteria urbana di collegamento fra San Giuliano e Pisa verrà chiuso per tagliare o eliminare le piante secche e pericolanti. Il cancro colorato dei platani non si è fermato, ha continuato ad incunearsi nei tronchi, a trasmettersi ramo dopo ramo, radice dopo radice. Dite addio alla statale del Brennero, quando fra venti giorni la percorrerete di nuovo per recarvi in città o per viaggiare verso Lucca non sarà più la stessa: l’Anas sta per rivoluzionare lo skyline di una delle sue foreste urbane più trafficate della provincia di Pisa.
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Il provvedimento di chiusura al traffico emanato dalla società fissa lo stop alla circolazione dal 2 al 23 dicembre (con la sola eccezione dei giorni prefestivi e festivi) nel tratto compreso fra il centro di San Giuliano e la Figuretta, escludendo dal divieto i residenti e i clienti delle strutture ricettive.
«La chiusura si rende indispensabile per poter procedere in piena sicurezza al taglio degli alberi secchi e pericolosi - spiega il sindaco di San Giuliano, Sergio Di Maio - Durante il periodo dei lavori resterà chiusa al traffico anche via di Palazzetto: le caratteristiche strutturali della strada infatti suggeriscono di non utilizzarla come viabilità alternativa alla strada statale 12. Troppo stretta per sopportare livelli di traffico così elevato». Per limitare i disagi sono state individuati quattro assi viari alternativi: via dei Condotti, via Ulisse Dini, via Lenin e via San Jacopo. Mentre la prima si raccorda, in direzione Lucca, con la strada provinciale 30 del Lungomonte le altre portano in via Di Vittorio. È chiaro che per quasi un mese il tragitto dei pendolari che ogni giorno si spostano da e verso Pisa si allungherà e si complicherà un po’. Ma non sembrano esserci molte alternative.
Moltissimi degli alberi sulla statale 12 sono ormai soltanto un motivo di allarme. In molti casi sarà impossibile salvarli, sono quasi tutti colpiti dal cancro colorato. Le spore di questo fungo parassita, chiamato dai micologi Ceratocystis platanii, penetrano nelle piante attraverso lesioni, naturali o causate dall'uomo. Una volta sviluppato nella pianta, il fungo provoca la formazione di bolle, screpolature e necrosi sulla corteccia. La pianta reagisce alle degenerazioni dei suoi tessuti causate dall'infezione fungina producendo sostanze che finiscono con l'impedire il passaggio della linfa e causare l'avvizzimento delle foglie. E una volta partito, il cancro colorato non lascia scampo ai platani: nel giro di 2 o 3 anni si moltiplicano le chiazze e le ferite violacee e le lesioni, e dai cerchi più periferici si diffondersi al cuore del tronco minandone la stabilità. «Purtroppo al momento non esistono cure - spiega Di Maio - L'unico mezzo di difesa è rappresentato dalla prevenzione, ovvero provare a limitare la diffusione del fungo tramite specifiche opere di potatura o l'abbattimento delle piante infette».
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