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Pd, i militanti sono in fuga: dimezzato il circolo intitolato a Berlinguer
La sezione di Pisanova perde metà degli iscritti, Mazzeo rassicura: «Dati in linea col passato». Un ex democratico accusa: «Non è colpa di Renzi ma dei quaquaraqua che lo hanno gestito». E ora i Dem corrono ai ripari con iniziative nelle piazze per recuperare
PISA. Sono già in programma i “tesseramento days” con i banchini nelle piazze il prossimo fine settimana e poi una cena con quel che resta della militanza per fermare l’emorragia e placare il terremoto. Anche se il sisma, giurano i renziani, non è stato poi così violento. «La situazione del tesseramento 2015 del Pd a Pisa non è confrontabile con quella del 2014, perché i dati non sono definitivi», corre ai ripari Giovanni Viale, segretario cittadino di un partito che proprio in città vivrebbe una delle crisi di identità più profonde.
La disaffezione, soprattutto dei delusi della sinistra Dem, avrebbe prosciugato i circoli storici. La sezione “Berlinguer” di Pisanova - ha scritto Repubblica ieri - sarebbe passata da 350 iscritti a 30. Quasi un’estinzione. Ma sarebbe tutto il partito ad aver assunto un profilo più light. «Numeri che non stanno né in cielo né in terra - tuona Antonio Mazzeo, consigliere regionale pisano e vicesegretario toscano -. Gli iscritti a Pisanova erano 140 nel 2014 e oggi siamo in linea con i dati registrati l’anno scorso in questo periodo». Cioè il Pd per ora sarebbe fermo a più o meno il 50% delle tessere del 2014, dunque ne avrebbe 70 a Pisanova, circa 600 in città e 22mila in regione. Numeri sotto controllo. «In Toscana abbiamo chiuso il 2014 con 44mila iscritti e di solito - continua Mazzeo - recuperiamo tutto negli ultimi mesi. Il 5 e il 6 dicembre saremo in 300 piazze della Toscana per raccontare l’operato del governo. Recupereremo, basti pensare che l’anno scorso il saldo tra abbandoni e nuovi ingressi è stato a favore di questi ultimi». Insomma, quello renziano non è un partito poi così liquido.
Eppure segnali di una “ditta” in fuga ce ne sono tanti. Lo stesso Viale ieri è stato costretto ad una parziale ammissione: «Scontiamo un ritardo dovuto ad un partito cittadino rimasto in stallo per mesi». Ce ne sono voluti 9 dalle dimissioni dell’ex Andrea Ferrante, che a febbraio lasciò dopo l’ingresso in giunta, per riuscire ad eleggerlo leader dei Dem pisani, ma a suon di scontri interni. Le vecchie truppe insomma sarebbero in ritirata o avrebbero riparato nella “Sinistra italiana”. Anche se per uno come Luigi Branchitta, ex militante storico di Pisanova e di certo non un renziano, se la sezione si è infeltrita «non è colpa di Renzi (e se lo dico io!) - ha scritto su Facebook - ma dei quaquaraqua che l’hanno gestita, ve lo dice uno che ha speso 20 anni per farla diventare la più grande di Pisa».
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