Lutto
«Ora basta promesse la rotonda sia sicura»
Ospedaletto, protesta e raccolta di firme contro la rotatoria killer
PISA. «Non vogliamo piangere altri morti». I fiori adagiati tra l’erba appena tagliata, sovrastati dalle foto di Francesco Mulè e Luca Ponzecchi. I vecchi articoli di giornale che ricordano gli interventi di messa in sicurezza promessi, ma mai realizzati, e poi quel cordolo di venti centimetri sul quale restano i segni delle decine di incidenti che si sono susseguiti negli anni e dove si sono interrotte le vite dei due giovani motociclisti. In loro ricordo, amici, familiari e parenti sono saliti ieri su quella rotonda. La rotatoria killer, come è stata ribattezzata la rotonda Tienanmen a Ospedaletto.
Un presidio silenzioso, tra le auto che sfrecciano cercando di evitare le buche di via Gronchi, rotto solo dalle lacrime e dal rombo delle moto dei tanti giovani che hanno preso parte alla manifestazione, organizzata per scuotere le coscienze di chi, negli anni, ha promesso i lavori senza mai eseguirli. Un centinaio di persone ha voluto ricordare i due giovani e rinnovare l’appello al Comune: «Mettete in sicurezza la strada».
«Siamo qui non solo per Luca e Francesco, ma soprattutto per ricordare al Comune le promesse che ha fatto, stanziando anche le risorse necessarie agli interventi di messa in sicurezza - dice Rosalba Mulè, sorella di Francesco -. I lavori sono una priorità, non vogliamo altri morti».
«Nonostante le tragedie, nulla è cambiato - aggiungono amici e conoscenti di Ponzecchi -: sembra quasi di non dare importanza alla vita delle persone». Il progetto c’è, i soldi anche, ma l’intervento è rimasto sulla carta da anni. Il patto di stabilità e la crisi di liquidità che ha colpito Pisamo (a cui spetta l’intervento) con il mancato rispetto da parte dell’Ingv del contratto per l’acquisto della sede alla Sesta Porta hanno bloccato l’inizio dei lavori.
La messa in sicurezza della rotonda potrebbe concretizzarsi il prossimo anno, e probabilmente - se l’ultima versione del progetto sarà confermata - il cordolo che tanto fa discutere sarà eliminato e trasformato in sormontabile, oltre ad interventi per la mitigazione della velocità. Opere sollecitate anche da alcuni consiglieri comunali che ieri hanno partecipato al presidio.
«Non è possibile - Juri Dell’Omodarme (Pd) - che ancora non siamo stati in grado di procedere agli interventi previsti e annunciati per la messa in sicurezza della rotatoria. Le promesse che a più riprese sono state fatte non hanno trovato fino ad oggi un riscontro concreto. Per evitare altri tragici incidenti non dobbiamo attendere altro tempo, occorre subito una riunione straordinaria per verificare il progetto e le tempistiche d’intervento, che rappresenta una priorità per la città. Farò - promette il consigliere comunale - tutto il possibile per sollecitare il sindaco, l’amministrazione comunale e gli uffici, affinché si possa arrivare subito all’affidamento dei lavori per la messa in sicurezza della rotatoria».
Sollecitazioni che arriveranno da decine di cittadini anche sotto forma di petizione. Ieri è partita una raccolta firma indirizzata al sindaco Marco Filippeschi, al prefetto Attilio Visconti, all’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli e al presidente del Consiglio territoriale di partecipazione 3 Marco Biondi. L’obiettivo è la convocazione di un’assemblea straordinaria tra cittadini ed istituzioni per discutere degli interventi da fare, ma soprattutto della tempistica e delle modalità. «La rotatoria - sottolinea Biondi - non è a norma ed è un’emergenza da risolvere, ma siamo ancora in attesa di una risposta concreta da parte del Comune». Prima un rombo di motori, poi un applauso. Il presidio si scioglie. La rabbia e la speranza di poter percorrere la rotonda in sicurezza restano.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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DEL PRESIDIO ALLA ROTONDA
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