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LEGALITà

Mafia:Bindi, per batterla non servono eroi ma buoni cittadini

L'inaugurazione della piazza dedicata al generale Dalla Chiesa
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L'inaugurazione della piazza dedicata al generale Dalla Chiesa

 La presidente dell'antimafia a Pisa per inaugurare una piazza dedicata al generale Dalla Chiesa

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"Le parole del presidente del Senato, Pietro Grasso, confermano che avevamo visto giusto quando nei mesi scorsi abbiamo avviato un'inchiesta non per fare processi ma per ridare slancio all'Antimafia". Lo ha detto la presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, la mattina di sabato 28 novembre a Pisa, a margine di una cerimonia di intitolazione di una piazza a Carlo Alberto Dalla Chiesa al terminal bus della Sesta Porta.
   Venerdì 27 novembre Grasso aveva stigmatizzato il protagonismo di alcuni comportamenti antimafia e quelle parole, secondo Bindi, "sono il sigillo alla bontà della nostra intuizione".

"Dobbiamo dare atto a questo Governo e a questo Parlamento che c'è stata finalmente un'inversione di tendenza, dopo 20 anni di indebolimento dell'ordinamento italiano, nella lotta alla mafia grazie alla nuova legge sugli appalti o a quella sul riciclaggio" ha proseguito la presidente della commissione antimafia.
  "Dobbiamo e possiamo fare di più e meglio - ha spiegato - ma qualcosa è stato fatto e finalmente il Paese sta uscendo dal ventennio in cui  è stato indebolito l'ordinamento con leggi che hanno permesso alle mafie di inquinare la finanza e prosperare con gli affari illeciti. L'Italia deve andare avanti, ma occorre anche farci sentire in Europa per ottenere una legislazione omogenea che possa colpire proprio questi reati che spesso si consumano su scala internazionale".

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"Per sconfiggere la mafia non servono né eroi, né martiri ma buoni cittadini e a voi studenti dico di fare un patto con Carlo Alberto Dalla Chiesa: fate il vostro dovere sempre e scegliete la legalit perch  il modo migliore per onorare la sua memoria" ha aggiunto Rosy Bindi, rivolgendosi a decine di studenti delle scuole medie e superiori di Pisa durante l'intitolazione di una piazza al generale dei carabinieri che sconfisse le Br prima di essere ucciso da Cosa Nostra a Palermo.
   "Le mafie italiane - ha proseguito - durano da secoli e ci dimostra che sono parte del nostro tessuto sociale. Dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo per combatterle ogni giorno con leggi sempre pi stringenti sugli appalti o sul controllo di certi affari, ma anche con comportamenti che isolino i mafiosi e restituiscano alla Stato il primato della legalità".
   All'iniziativa voluta dal Comune di Pisa, che ha intitolato a Dalla Chiesa la piazza del nuovo terminal dei bus,  intervenuto anche il sindaco Marco Filippeschi: "Non dobbiamo pensare che il fenomeno mafioso non ci riguardi - ha sottolineato - perch abbiamo visto che anche la Toscana e le nostre città non sono immuni dal rischio di certe infiltrazioni". Infine, secondo il comandante provinciale dei carabinieri, Andrea Brancadoro, "la legalit non si ottiene con leggi speciali, ma con l'interpretazione e applicazione rigorosa di quelle che ci sono perché essa  figlia di una condotta etica e morale che rende le scelte individuali di ciascuno una protezione del bene comune di cui godiamo tutti".


 

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